martedì 24 novembre 2020

Panche e foglie

 


Fra le foglie e le panchine, un report fotografico che lascia senza parole.
Nutro un amore particolare nei confronti delle foglie cadute e dei loro colori. Ma in questo parco, trovato praticamente vuoto, mi son divertito con un nuovo soggetto: la panchina. Fredda, scura, inutile. Buona visione.
Ps: nessun fotoritocco.







.....e foglie 





....e un messaggio finale un po' più ottimista!


foto

lunedì 23 novembre 2020

Non c'è - Edoardo Bennato (Le Pagelle del Fabiet)

 


Quello lì che non si vuole adeguare quello lì che non esiste perché

Anche nella realtà virtuale non può esserci uno che non c'è

Uno che non vuole partecipare al gran ballo delle celebrità

Ma se si rifiuta di cantare la canzone dell'unanimità

Non c'è

(Edoardo Bennato - Non c'è)


Non c'è - Edoardo Bennato. Il cantautore che riesce a passare con naturalezza da favola a realtà, da denuncia a canzonetta, da pop a blues non cambia. Forse non è mai cambiato, in Bennato protesta e ruvidità coesistono con comprensione e dolcezza, il tutto legato da un elisir di vari suoni stili e generi che trovano nella sua voce beffarda il perfetto punto d'equilibrio. Il "non esserci" è il suo tema preferito da sempre, i diversi, i pazzi e gli esclusi occupano un posto di rilievo (in positivo) nelle sue canzoni, posto che forse non riescono ad occupare nella società. Non si cambia in questo album che esce in questo strano 2020, brani nuovi accanto a vecchi riarrangiati per un ascolto che vale più di un'ora di energia pura targata Bennato. Chitarra acustica e armonica o kazoo, violini, hammond e chitarre elettriche. Blues pop e Rock'n'Roll suonati "nell'isola che non c'è", quel posto particolare che solo lui conosce nel quale è felice di accoglierci.
Voto 8,5: Bennato è sempre una certezza, riesce a farci capire con la massima precisione quel che pensa della vita e di quello che ci sta succedendo. Lo fa con il suo stile, da sempre, senza peli sulla lingua con un linguaggio a volte ruvido altre poetico.

sabato 21 novembre 2020

The Voice

 

L'aspettativa è una voce alta, stellare, grossa, grassa, ruvida, potente, presente, gigante, sempre in primo piano. Mavis Staples mi piace, ha un dono che poche cantanti hanno, quella di riuscire a farsi sentire anche nel sottovoce, nel sussurrato, nel morbido. E' l'anti cantante soprattutto se penso ai "cantori" dei giorni nostri che devono sempre sparare a mille l'ugola e scaldare le corde vocali come un motore tenuto su' di giri per un bel po'.
E' un piacere ascoltarla anche nei brani più funk perchè regala tranquillità e pacatezza. E' stata prodotta da Prince per 2 album nei primi anni '90. In questa puntata di Soul Kitchen potete apprezzarla. Buon ascolto.

Soul Kitchen è una produzione Radio Noventa trovate tutte le puntate (soprattutto se il player qui sotto non funziona) a questo link.

venerdì 20 novembre 2020

Skin 1


 L'avevo promesso circa 2 o 3 anni fa. Forse 4. Finalmente, timidamente, appassionatamente torno alla vecchia attività del blog. Il motivo della sua nascita: pubblicare brani inediti, liberi, pazzi, improvvisati, lasciati a metà o anche no.

Alcuni dei brani pubblicati nel passato hanno preso poi una forma e son stati pubblicati su CD (che è acquistabile anche su questo blog o ascoltabile in tutti i negozi online). Altri son rimasti qui. 
Sono ancora nel blog, non ascoltabili perchè nel frattempo è sparito il player che li faceva funzionare. Ma li ripubblicherò tutti, rimasterizzati e forse remixati. Riascoltati oggi fanno un certo effetto.

Sono al lavoro su due uscite discografiche, la prima vedrà luce a fine 2021 (ma diciamo pure 2022 se continua di questo passo) .
Non mancherò però di dare una nuova vita ai miei brani "minori" condividendoli con voi qui, nel Musical Blog.

E si parte con il "re e la regina" dei player: youtube. Comodo e pratico. Apro una nuova serie di brani, o impressioni. Meglio parlare di impressioni visto quello che ne è uscito: SKIN (pelle).

Ricordo che è tutto sotto Creative Commons, siete liberi di usare i brani ma dovete citarmi (e magari pagarmi 1 euro o 2, qui a fianco c'è il tasto per le donazioni.

Non vi piace? Beh...scrivetemelo, accetto soprattuto le critiche. Son quelle che mi fanno crescere ogni giorno.

giovedì 19 novembre 2020

Winter is for Lovers - Ben Harper (Le Pagelle del Fabiet)

 

Caminetto acceso una bevanda calda una coperta un divano possibilmente inifugo. Stanza illuminata dal fuoco (la stanza può essere grande o piccola è indifferente) e un senso di "chemefrega" di quello che succede fuori (infatti fuori nevica ed è impossibile muoversi). Provviste per una settimana, accesso a film e serie tv, musica e tanta tanta legna. 
L'inverno è per gli amanti (del caminetto).


Winter is for Lovers - Ben Harper. Un'uscita forse dovuta al difficile periodo che stiamo vivendo, una piccola dedica a chi ama la vita ( anche se "lovers" non è fraintendibile estendo l'interpretazione del termine di mia iniziativa). Un inno all'inverno ma anche alla solitudine o all'isolamento. Solitudine di cui si fa carico con la chitarra di cui è maestro, una National Steel. 15 brevi brani per sola chitarra composti da Harper (il qualche ha dichiarato di aver avuto non poche difficoltà a comporre per un solo strumento e senza parti vocali) che hanno principalmente il dono di scaldare il cuore. Se fuori fa freddo, dentro è molto caldo (e non è la legna che arde nel camino). I silenzi, le corde tirate, gli accordi suonati delicatamente, tutto contribuisce a rendere indispensabile l'album dall'inizio alla fine. I titoli dei brani sono riferiti a città del mondo forse per un implicito invito a viaggiare con la mente servendosi della musica. Il viaggio mentale trasforma la solitudine in un lungo volo a tappe, il piacere si trasforma presto nella necessità di ascoltare ad occhi chiusi con il volume bello alto.
Voto 8: troppo corto per essere vero, l'inverno è alle porte e questo album potrebbe veramente essere l'occasione per fare pace con noi stessi e gli altri grazie ai suoni magici e particolari che escono dalle armonie intervallate a silenzi create da Ben Harper. 

lunedì 16 novembre 2020

Padroni di niente - Fiorella Mannoia (Le Pagelle del Fabiet)

Passa è certo che passa
l'uomo cammina e lascia la sua traccia
costruisce muri sopra gli orizzonti
stabilisce confini, le leggi, le sorti

sbaglia, sbaglia chi non cambia
chi genera paura, chi alimenta rabbia
la convinzione che non cambierà mai niente
è solo un pensiero che inquina la mente

("Padroni di niente" Fiorella Mannoia)


Padroni di niente - Fiorella Mannoia. Fiorella è sempre Mannoia: la sua carriera è piena di leggerissimi cambiamenti che la portano sempre e comunque al punto di partenza. D'altronde quello che sa fare meglio - e molto bene - è non vivere i cambiamenti ma raccontarli sotto forma di poesia, con quella sua voce ed il suo stile riconoscibili fin dalla prima nota. Lei dice che sbaglia chi non cambia, io dico che non si cambia veramente e a volte non è necessario farlo. E' il suo caso: ogni canzone somiglia alla precedente ma ha sempre la forza e la qualità di farsi riascoltare. "Padroni di niente" è un album con Fiorella alla finestra piena di osservazioni e di riflessioni derivate anche dal momento fragile e pieno di domande che stiamo vivendo. E' anche un album dai testi più miti - rispetto al solito - frutto di una maturità e di una saggezza che stanno arrivando. Musicalmente si regge su ottimi arrangiamenti che presentano qua e là alcune gradite sorprese. 
Voto 7,5: dura 28 minuti e questo non è bene. E' sempre "la Fiorella", varia e innovativa solo all'interno del suo ben definito mondo musicale. Ma ha una capacità incredibile di interessare sempre e comunque, di farci scoprire nuovi motivi per ascoltarla. E' una magia e possiamo solo essere felici di farne parte.