martedì 30 marzo 2021

Appena visto: Greenland

I cari vecchi film catastrofici. Cari? Forse. Vecchi? Ma dove? Ne escono a ritmo vertiginoso: il meteorite impazzito, la profezia Maya, il classico terremoto, lo scioglimento dei ghiacci, la glaciazione totale, il vulcano sottocasa, le formiche, le vespe e i ragni giganti.


 Ormai li classifico come "film comico" o "commedia" semplicemente perchè la realtà ha superato ogni immaginazione. La trama poi non cambia quasi mai: si scopre la fine del mondo, arriva il vecchio scienziato de "ve l'avevo detto io", suo figlio (o un parente) lo aiuta, conoscono il Presidente degli Stati Uniti e, dopo qualche miliardo di morti, si salvano. Altro classico: coppia che sta divorziando, figlio problematico che vuole bene al papà, arriva il cataclisma, muoiono tutti ma loro sopravvivono (grazie all'uomo macho) e scoprono che si vogliono bene (anche perchè è ghiotta l'occasione di ripopolare l'umanità). E non sono finiti i luoghi comuni: la base super segreta a cui accede solo personale estratto a sorte, scelto non si sa da chi. E non mancano mai i "vai avanti mi sacrifico io " (di solito parenti stretti dei protagonisti). Cari, vecchi film catastrofici. Non mi mancate.

GREENLAND
di Ric Roman Waugh
2020
con Gerard Butler, Morena Baccarin

Non sono un fanatico di questi film ma mi attraggono ed ogni volta ci casco forse perchè incuriosito dagli effetti speciali ("vediamo un po' come mi fanno esplodere la terra questa volta") o dalla speranza di una trama originale che escluda almeno per una volta il Presidente degli Stati Uniti. Questo "Greenland" cerca di venire incontro a questa mia speranza, fa come può escludendo totalmente ogni intervento della scienza (che magicamente - ops - in questo film è impotente e addirittura "non sa spiegarsi come") e inventandosi una banalissima "lotteria dei sopravvissuti" (ma devi essere sano altrimenti come ti costruisco il film?). Che dire, è più credibile di molti altri film del genere, meno banale e un tantino più inquietante. Quello a cui proprio non si rinuncia è la storiella della famiglia che si salva: ok va benissimo ma perchè il papà deve sempre essere uno sfigato che sta per divorziare? Nel momento in cui si sposta l'attenzione sull'emozione e la speranza che tutto vada bene ecco che si perde il contatto con il bello della catastrofe e la disperazione reale che può provocare. Per non parlare dei TG che continuano (altro luogo comune) tranquillamente a raccontare che "fra qualche oretta non ci saremo più". Verosimiglianza, questa sconosciuta.

Voto 6: si salva perchè riesce ad avere un minimo di personalità. Ma ogni tentativo di essere originale fallisce dopo piccole timide speranze. Evitatelo.

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