martedì 22 giugno 2021

The Black Keys: Delta Kream


Il ritorno dell'estate, improvviso dopo una primavera che assomigliava più all'autunno, è stato improvviso ma deciso, violento. Le temperature si sono alzate ed è rinata la voglia di starsene in tranquillità in terrazza con la granita alla menta perennemente in mano. Quest'anno niente vacanze quindi il montaggio della piscina per bambini è stato anticipato (piscina su cui si tuffa con convinzione pure il sottoscritto). La voglia di fare si è nascosta ma sono stato costretto a tornare in azione praticamente forzato dai mille eventi che stanno nascendo come funghi, improvvisi ma prevedibili dopo il lunghissimo lockdown. Torno quindi solo ora sul mio Blog che in teoria dovrebbe avere la priorità su tutto invece non è così, anzi. Ma non importa, ho 5 minuti e cercherò di spiegarti quale sarà la mia colonna sonora per questa estate.

Delta Kream - The Black Keys. Scuro, nero, ipnotico, ruvido, notturno, cattivo. Questi i primi aggettivi (o complimenti?) che mi arrivano dal cuore ascoltando per la prima volta l'ultima fatica dei "The Black Keys". Un lamento blues lungo 58 minuti, brani che prendono a piene mani dalle radici, grooves che si ripetono allo sfinimento. Un album che è un mantra perfetto per chi deve dimenticare o deve esorcizzare qualcosa che è andato storto. Il compito del blues è essenzialmente questo, operare a fondo la nostra anima senza anestesia, diretto e senza ipocrisia. Non esiste mai certezza di guarigione perchè quella spetta all'ascoltatore. E' l'ascoltatore che decide se guarire o meno. I Black Keys, in questo album, pensano solo a questo obiettivo, suonando il blues per se' stessi e, se succede, anche per noi. 
Voto 8: siete pronti? "Are you ready for the blues", spetta a voi rispondere perchè questi album non vanno consigliati: nascono maledetti, e attenti la maledizione si trasmette a chi ascolta. A voi la risposta finale.

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