mercoledì 29 luglio 2020

Foto colorate in Vip-Vacanza


Dalle mie vacanze in segretissima località (o più località ma ravvicinate) ecco una prima sfornata di foto dedicate a fiumi e mari, luce ombre e penombre naturali. Sottotitolo: quando il mare si fa fiume, il fiume si fa mare e non ci capiamo più niente!

Un complimento virtuale a chi indovina la località.


Fiume a sinistra mare a destra, intervento umano al centro.


Torre a ore 11


Sopra la Torre vedo gente


Il mare in una stanza (foto marino-classica)


Mare intenso senza ombrelloni e natura selvaggia


Il sole sul fiume prima del tramonto


Palafitte moderne e turistiche ma poco conosciute


Mare prossimo ad un altro fiume (non quello visto sopra) tramonto mancato (nel senso che non sono arrivato in tempo). Località opposta ma vicina.

Nel prossimo post prevedo più verde ed un giro in bici inaspettato (nella speranza di fare anche incontri inaspettati). Buona attesa.




sabato 25 luglio 2020

Indietro nel tempo



A spasso nel tempo... la musica di una volta è la migliore? 
Certo, lo dicono tutti, da sempre. Sarà vero? 
In parte si. Prima del "business" la musica era più vera. 
Poi è arrivato il "business" ma nella prima era c'è stata una genuina ricerca dell'originalità, del nuovo, del bello. Oggi si cerca solo il "business".
Ma ho scritto in parte, esistono grandi e belle realtà che mettono ancora la musica al primo posto.

In questa nuovissima puntata di Soul Kitchen ritroviamo un pezzettino di passato, partendo da una canzone "the power of love" che - oltre l'ottima voce ed interpretazione - ci porta al film "Ritorno al futuro". Quindi con la macchina del tempo, come amo fare spesso, andiamo indietro nel tempo per poi tornare nel futuro. 

Perchè è giusto assaporare le belle cose del passato ma dobbiamo sempre essere pronti a provare qualcosa di nuovo, proiettati nel futuro.
Proiettati nel futuro, consapevoli del passato.

Soul Kitchen è una produzione www.radionoventa.it. Nel caso in cui questa puntata non sia disponibile (i podcast sono sempre soggetti ad aggiornamento) potete rintracciare lo show a questo link.
Buon ascolto.



giovedì 23 luglio 2020

Armoniche estive



La puntata di fine stagione di "Le Pagelle del Fabiet Stereo Edition" è dedicata a due armonicisti italiani: Fabrizio Poggi e Marco Pandolfi. 
L'articolo è già uscito su www.radionoventa.it qualche settimana fa ma sapete benissimo che arriva sempre la replica in formato audio, ascoltabile qui sotto.
L'appuntamento è per settembre per la TERZA stagione delle Pagelle, mentre su The Musical Blog si parlerà d'altro...chissà. 
L'estate è sempre portatrice di Fake News e Gossip, qui andremo a cercare ALTRO.

Buon ascolto.



"Le Pagelle del Fabiet è un Podcast produzione Radio Noventa. I Podcast sono soggeti a revisione, se non appare in questa pagina potete trovare tutto a questo link.

lunedì 20 luglio 2020

Inseguendo la Val Liona


Il ciclista della domenica oggi è meno "domenicale" in quanto durata e lunghezza del giro cominciano ad essere più impegnativi del solito. Di certo 40 km - questo il giro che propongo oggi - non è nulla di che per un ciclista abituato a pedalare, per uno sportivo. 
Per un ciclista della domenica come noi invece, un turista, rappresenta come minimo un bell'impegno. Ma vinceremo anche questa sfida, anzi... la prossima daremo ancora di più.

Cosa si fa oggi? Vi propongo un bel giro - sempre facendo di Noventa Vicentina il punto di partenza e arrivo - seguendo un canale di irrigazione (non è un fiume) molto importante in quanto "porta" acqua ad una zona molto ampia del Basso Vicentino: il canale LIONA. 

Seguendo questo canale scopriremo un paese che ne prende proprio il nome: VAL LIONA, fondato recentemente dall'unione di San Germano dei Berici e Grancona. E proprio una vallata in quanto chiusa da una biforcazione dei Colli Berici. Appena entrati nella valle troviamo Sossano/Villaga a Est e Orgiano a Ovest. I ciclisti più in erba potranno avventurarsi sulle belle salite che portano a 200/250 metri, noi le vedremo più avanti.

Chi vuole informarsi per bene sull'origine del nome Liona e la storia del canale può cliccare sul LINK che ho scovato navigando in internet. Il bello di internet è questo!

Il viaggio si svolge in pista ciclabile, in strade a scarso traffico, vedremo molti campi ma scopriremo anche alcune perle forse tralasciate dal nostro territorio. 

Ma è il momento di partire, ecco la minimappa del tragitto e, in omaggio al paese di partenza e di arrivo, una bella foto della sua Villa Barbarigo sede del Comune. Sempre in Villa Barbarigo si organizzano sempre bellissime mostre e rassegne fotografiche, una visita va sempre fatta!


Come promesso, ecco la foto di Villa Barbarigo, punto di partenza e arrivo della nostra biciclettata.


Durata: 2 ore senza sosta
Lunghezza: 41 km
Cosa portare: bici funzionante, qualcosa da sgranocchiare, acqua

Partiamo ovviamente da Noventa e andiamo a prendere la pista ciclabile verso Vicenza. Il modo più veloce è percorrere via Carlo Porta che diventa via Prolin (dopo il distributore) e dopo il curvone prendere la ciclabile.

Percorriamo la pista ciclabile fino ad Albettone, prenderemo quindi la Strada Sajanega verso Sossano. La strada si trova sulla sinistra e va presa dopo il tratto con lo steccato. Strada Sajanega comincia con via S.Teobaldo, attenzione!
Qui sotto: momento verde attraversando la pista ciclabile e qualche foto della lunga via Sajanega (verso Sossano).




Il percorso è molto tranquillo e pianeggiante, ottimo prologo prima di entrare nel vivo del nostro viaggio. Seguendo la strada vi troverete in un incrocio (strada che porta da Orgiano a Barbarano Mossano), lo attraversate e seguite le indicazioni per Sossano centro. Sempre dritti, dopo il Duomo vi troverete ad un incrocio e in via Guglielmo Marconi lungo la strada che costeggia la Liona (che è un semplicissimo canale, non aspettatevi troppo.



Una curva secca introduce la lunga e dritta via Campolongo, spesso libera da traffico. Il cartello "Val Liona" ci fa capire che siamo arrivati, è il momento di gustarsi l'inedito panorama di una valle verdissima abbracciata dai Colli Berici. Il momento più bello per apprezzare è il mattino. 
Val Liona è piena di sorprese, aguzzate bene la vista e, mentre pedalate, osservate a destra e a sinistra. Davani, ancora molto lontana, San Germano dei Berici.






Al semaforo andata pure dritti, siamo quasi arrivati a metà percorso, ci aspetta una breve ma impegnativa salita per arrivare al centro di San Germano dei Berici. Una piazzola ci invita a fermarci per dare una vista dall'alto. Volendo i più impavidi possono ancora salire più in alto. La presenza di alcune panchine (ne troverete anche più avanti) suggerisce una sosta per mangiare qualcosa. D'altronde siamo turisti non ciclisti professionisti, è concesso!



Siamo solo a metà percorso. La seconda parte riserverà sorprese e percorsi in mezzo al verde. Il verde è un colore che non stanca mai così come pedalare. Sfruttiamo la breve discesa (via Roma) e arriviamo all'incrocio con via Carbonarola, svoltiamo a sinistra e proseguiamo fino a Villa del Ferro. Una sorpresa per il sottoscritto è questa villa, nascosta e mal mantenuta, che risale addirittura a fine 1600. 
Sconsiglio innanzitutto di continuare su via Carbonarola ma di svoltare a sinistra su via S. Antonio proprio all'altezza della frazione "Villa del Ferro" che ci propone una chiesa medievale (Chiesa di S. Martino vescovo) completamente restaurata a fine 1700. 


Bellissimo soprattutto il campanile che non è entrato nella foto (a causa dello scarso fotografo). Ma proprio svoltando su via S. Antonio ecco una scoperta personale: Villa Priuli Lazzarini, di fine 1600 costruita su progetto di Vincenzo Scamozzi (discepolo e rivale del Palladio, seppur di 40 anni più giovane). 
Purtroppo come scritto la villa si trova in uno stato di abbandono, la foto forse non lo dimostra. Ignote le ragioni, spero che la recente unione dei comuni Grancona e San Germano dei Berici (appunto uniti in Val Liona) porti denaro nelle casse. Spero che parte del denaro venga destinato ad un pronto recupero.


Abbiamo appagato la nostra voglia d'arte, riprendiamo il viaggio. Se non l'avete capito questa strada ci riporta in via Campolongo. Facciamo ritorno a Sossano utilizzando la stessa strada dell'andata. Non preoccupatevi: è un modo per ammirare nuovamente il lato più bello della Val Liona. Devieremo - rispetto all'andata - in centro paese, svoltate a destra in via San Sepolcro (bar all'angolo) e per una volta oltrepassate il semaforo attraversando l'incrocio. La prima via sulla sinistra è via Mottolo: prendetela. Presto via Mottolo si trasforma in via Liona: ebbene non abbiamo abbandonato il tema del nostro giro! Una splendida ciclabile "pura" segue per qualche km il percorso del canale, sempre immersi nel verde, un percorso che divide Sossano da Campiglia dei Berici. Emergeremo esattamente davanti a Villa Repeta, che ho avuto modo di descrivervi in uno dei miei precedenti viaggi in bici.



Da Campiglia a Noventa il passo è (abbastanza) breve, ripercorriamo strade già conosciute, manteniamo il curvone in centro paese e dopo la pizzeria svoltiamo a destra, in via Marconi che poi diventa via Brandizie e successivamente via G.Galilei. 
Per evitare strade trafficate giriamo a sinistra in via Giotto e successivamente in via Spinosa, a destra che percorreremo fino in fondo. 

Bentornati a Noventa, preparatevi per un nuovo viaggio.







sabato 18 luglio 2020

Sotto il segno dell'Acquario


Un musical che è anche un film al quale dedicherò sicuramente un Podcast "Album" visto che - da buon musical - presenta una colonna sonora super. Non prima di aver concluso la serie sugli album dei Genesis. 

Sono arrivato alla puntata 23 di "Soul Kitchen Sounds", tutte rigorosamente nuove e fresche. Orgoglio personale (e per la prima volta dopo 5 anni da speaker) non ho saltato una settimana, non una replica! Arriverà anche il tempo delle repliche, in agosto/settembre non prima di aver ascoltato questa super puntata in cui, oltre alla stupenda Acquarius, ascoltiamo dell'ottima musica soul & dintorni. Appunto, anche i Jethro Tull sono soul, così come gli Emerson Lake and Palmer. E per restare nel classico ascoltiamo B.B.King  e l'ipnotico Tom Waits. 

Soul Kitchen è una produzione Radio Noventa, se il player qui sotto non funziona trovate tutte le puntate di Soul Kitchen qui.

martedì 14 luglio 2020

Solo per parlare di Ringo


Ha compiuto gli anni da poco ed è fra i miei preferiti. Non un semplice batterista. 
Mi è capitato di leggere questo articolo del ben più quotato (del mio) sito Rockol. Leggetelo.

Al di là dell'ipnotico e inaspettato solo in "The End", per non parlare del suo incredibile contributo in "Abbey Road", mi sono soffermato sui soliti "commenti del bar" in Facebook. 

Si pure io faccio i miei commenti da bar, nessuno è escluso. Ma mi diverte proprio leggere tutti i reply su Facebook che riguardano la figura molto discussa (come batterista ma non solo) del signor Ringo Starr.

"Un gran batterista". "Non sapeva nemmeno andare a tempo". "Brani famosi grazie al suo timing".
E via così, ognuno ha la sua teoria, batteristi, mezzi batteristi e passanti per caso.
Ovviamente lasciamo perdere tutti i grandi della storia come - ad esempio - Stewart Copeland (Police), Dave Grohl (Nirvana).... bene guardatevi il video qui sotto e non farò liste.



Tanto per farci un'idea di come un batterista semplice ed intuitivo come Ringo Starr possa fare scuola ed essere fondamentale nella crescita di molti musicisti. 

Io sto con loro, sia chiaro, e mi diverte leggere i cosidetti "contrari". Per carità, amo la libertà di opinione e.... non importa nemmeno chi ha ragione. La storia è sempre pronta a raccontarci di come Ringo Starr fosse il batterista dei Beatles e di come i Beatles abbiano avuto un certo successo grazie a capolavori del pop. Che magari hanno inventato loro. E Ringo ne faceva parte.

Ma sto divagando. Mi interessa il discorso del "solo". Cos'è il "solo"? E' il momento in cui un musicista si mette davanti alla band (no non è che prende lo strumento tipo una batteria, la sposta e si mette davanti al chitarrista). Gli altri tacciono (solitamente) e il "solista" (così si chiama) cerca di mettersi un po' in mostra facendo uscire i muscoli mantenendo una musicalità, se possibile (e una dignità).

Discussione infinita, nel mio piccolo ma funzionante cervello, è da sempre acceso dibattito sulla "convenienza" del solo. Perchè? Ha un senso all'interno del brano? Oppure deve essere un momento più ragionato in cui un musicista esprime, sottolina o esegue una variazione di un tema già presente nel brano che sta suonando?

Non c'è storia! Zitto, prenditi i tuoi applausi e non pensare. 

Applausi...forse però.

Appunto, chi applaude, il pubblico. Cosa pensa il pubblico di un "solo". Come lo vive, cosa si aspetta una persona che va ad un concerto. Ho cercato di individuare più atteggiamenti, vediamo se indovino il vostro.

IL FAN DEL VELOCE

Partiamo da "quelli che il solo fa vedere chi è il più bravo". Già cercare il più bravo in un gruppo parti sbagliato, comunque... Il fan veloce apprezza i soli veloci, a 200 di metronomo e perchè no a 300. E poche pause, per favore. Torna a casa deluso se la velocità media è di 150 e probabilmente non tornerà a rivedere un gruppo se la cosa si ripete per più di due volte. Non sopporta tutto il resto, o al limite lo tollera come semplice momento di passaggio fra un'eruzione vulcanica e l'altra.
A casa ascolta musica solo se può manipolare la velocità dei brani.

IL FAN DEL LENTO

Non è proprio il contrario, il fan del lento è un tipo vanitoso. Si vanta di "aver capito" che "il musicista che ha capito" è colui che affronta il solo in modo pacato, disegnando le note nell'aria una decina di volte prima di realizzarle veramente sullo strumento. Una specie di yoga-musicista insomma. Non è il contrario perchè il "fan del lento" apprezza la velocità (contrariamente all'altro caso che non apprezza la lentezza), purchè rara, misurata. Il momento "veloce", per il fan del lento, è sempre una genialata che "permette al musicista di far capire chi è veramente il migliore".

IL JAZZISTA

Attenzione, il jazzista innanzitutto è uno che la sa lunga. Conosce nomi, anni, versioni. E riesce veramente a seguire un giro durante il solo. Non suona, sa a malapena tenere in mano uno strumento ma riesce a capire se chi gli sta davanti, il musicista intendo, "sente" il brano, lo sta suonando bene. Non importa la velocità o la lentezza, l'importante è che sia catalogabile. In cosa? Chiaro! In qualcosa di riconoscibile nell'immensa discoteca casalinga.

IL TUTTO UN PO'

Io faccio parte di questa categoria: mi va bene tutto. Tutto purchè suoni, se non ci sono assoli son pure contento ma se ci sono e sono corti tiro le orecchie e me li godo. Il tutto un po' non fa solitamente gare e non ne prende parte, apprezza l'insieme e l'arte delle pause. Il tutto un po' si impaurisce quando si parla di soli perchè non ne capisce nulla.

L'ASSATANATO

Categoria che mi fa un po' paura. In pratica.... assolo o non assolo per l'assatanato l'importante è che sul palco qualcuno consumi un rito. Che sia un incendio di uno strumento, una distruzione, un atteggiamento di superiorità ostentato a ripetizione. Ma anche atteggiamenti più semplici come la sofferenza continua nel viso del musicista mentre suona, il dare le spalle, il fare discorsi strani, il provocare il pubblico. Tutto quello che, alla fine del concerto, ti fa dire "eh quello è un vero musicista". 

Le ho dette tutte? Ho elencato le più evidenti. 

Tornando a Ringo Starr. Grazie Ringo. Hai sostenuto i Beatles per quasi 10 anni, hai fatto scuola con semplicità. E ti sei tolto lo sfizio di un "solo" alla fine del percorso. Facendo scuola, anche in quell'occasione. 



lunedì 13 luglio 2020

Fra la natura e l'industria


E' certo: se potessimo scegliere sarebbe natura. Ma la musica rende tutto più caotico, incerto, fuggente o fuggevole (e non sono sinonimi, controllate).
In musica potrei dire "industria, si!" convinto, con motivazioni e pure un bel bagaglio culturale. 
Industria in musica significa molte cose, quasi tutte prodotte con strumenti innovativi frutto della tecnologia, pensiamo ai synth: molti li hanno usati (e li usano) per simulare strumenti musicali esistenti. 
Altri invece no, producono suoni "non esistenti in natura" che riportano proprio al mondo industriale, a quello che si percepisce dentro una fabbrica. 
Ascoltare Moby, uno dei migliori per quel che riguarda le alchimie fra suoni sintetici, mi fa pensare alle macchine che fanno il nostro lavoro. 
E, visto che mi piace quel che ascolto, potrei benissimo optare per "industria" alla fatidica domanda.

ps: pagelle "stereo edition" pronte, oltre a Moby c'è l'ottimo Sam Lee. 

"Le Pagelle del Fabiet" sono una produzione Radio Noventa.
Potete leggerle su Radio Noventa o ascoltarle (nel caso il player qui sotto non funzioni) a questo url

domenica 12 luglio 2020

Nuovi orizzonti


Non so com'è successo ma in una rubrica come "soul kitchen" - in cui c'è un'apertura musical-mentale che potrebbe non essere così estesa e scontata - ho proposto un brano della cantante Sevara che appare così lontano dalle mie solite proposte che tutti conoscete.
Ci sta anche se a fianco di Allman Brothers e Huey Lewis pare fuori luogo. Ma è mia intenzione provare a forzare questo pregiudizio che è anche mio: l'anima si trova in tutta la musica anche se non tutte le canzoni ne hanno una. In questo caso "Sen" ha fatto centro al  primo ascolto. Consiglio a tutti di aprire le proprie vedute e provare ad ascoltare anche questo tipo di musica, se anche non si capiscono le parole ci si può lasciar guidare dalla musicalità, dalla bellezza degli arrangiamenti, dai suoni e dalla stupenda voce. Buon ascolto.

Soul kitchen è un prodotto www.radionoventa.it , trovate tutte le puntate qui.
Potrebbe non essere possibile non ascoltare il podcast dopo un po' di tempo. Portate pazienza e visitate il sito di Radio Noventa per scoprire tutta l'offerta.


sabato 11 luglio 2020

Persone, oggetti e persone oggetto: il paracadute.


Nell'incredibile mondo delle persone oggetto ampio risalto hanno gli uomini (o donne) paracadute.
Utilissimi per attutire cadute o programmare in sicurezza lanci senza rischi, o quasi.
La scelta dell'uomo (o donna) paracadute deve essere attenta e meticolosa: devono durare a lungo ed essere facilmente ripiegabili su se' stessi. 
La scelta del colore è ovviamente personale e non mi dilungherò sull'importanza del rosso o la prevalenza del verde. O magari sul pessimismo del bianco o del nero.
La certezza di avere trovato la donna ( o l'uomo) paracadute perfetta si ha solo con i primi collaudi. Si eseguono alcune prove a terra, qualche piccolo lancio. Quando si è certi della scelta fatta ci si può lanciare da qualsiasi altezza. E volare.
Certo, volare per finta, in realtà si atterra dolcemente e l'altezza diventa solo un dettaglio. 

Il paracadute non serve da subito, è utile solo nel momento in cui, durante la caduta, si sente il bisogno (chiamiamola pure necessità vitale) di aprirlo. Ecco che basta tirare la cordicella e magicamente quello zaino deforme che avevamo alle spalle si apre e si presenta in tutta la sua maestosità.

Maestosità che ammireremo per tutta la dolcissima caduta. Lo elogeremo, lo adoreremo nel corso di tutti quegli indimenticabili istanti di vita fra il cielo e la terra.
E lo ringrazieremo, certo, tirando un sospiro di sollievo per la mancata apertura - sfigata - evitata.

Salvo poi, una volta atterrati, ripiegarlo e rimetterlo, giustamente, nel suo contenitore.
E subito dopo, noi a vantarci dello stupendo lancio, il para-cadute par-cheggiato in garage.

Un consiglio agli uomini-donne paracadute: trovatevi almeno un buon contenitore.

venerdì 10 luglio 2020

Bob, Nora e la diversa maturità.


Se non avete già letto l'articolo di qualche settimana fa in cui ho "pagellato" Bob Dylan e Norah Jones non preoccupatevi: è pronto anche il podcast per servirvi una parziale lettura ed un ascolto privilegiato. La "Versione Stereo" è complementare e necessaria allo stesso tempo.
Parlo di due album veramente importanti usciti in un periodo particolare, diverso per i due artisti il momento di crescita, periodo "conclusivo" per Dylan, di piena maturità per la Jones. Entrambi si confermano grandi artisti, degni del loro nome e, nel caso di Bob Dylan, della leggenda che si porta dietro. 

Avviso: i podcast sono soggetti ad aggiornamento in seguito alla politica di Radio Noventa, non garantisco una presenza eterna. Se il player qui sotto risulta inutilizzabile provate a seguire il link.


martedì 7 luglio 2020

A spasso nel Medioevo


Questo appuntamento comincia a farsi impegnativo e culturale, oggi facciamo tappa a Montagnana (Pd), cittadella interamente protetta da mura medievali che avremo modo di ammirare in sella alla nostra bici. Se per tutte le note storiche vi rimando al link di wikipedia, in questo post posso solo esprimere ammirazione e devozione nei confronti di questo paese e di queste mura che hanno accompagnato ed hanno stimolato la mia crescita.
Percorrere le mura esterne significa, anche se per qualche minuto, sognare ad occhi aperti.

Consiglio un viaggio serale ovviamente senza cielo coperto in modo da ammirare Montagnana e le mura dipinte dal sole al tramonto.

Ma veniamo ai brevi dati tecnici. 30 km circa di percorso (si potrebbe allungare verso Bevilacqua, lo farò più avanti) non impegnativo per gli adulti soprattutto se si valuta una bella sosta a Montagnana (ovviamente i miei giri non prevedono soste picnic o altro).

Lunghezza: 30 km

Orario consigliato: partenza da Noventa Vicentina ore 19, arrivo ore 20.30 senza soste.

Cosa portare: come sempre documenti, chiavi di casa, la bici (!!), qualche barretta di cioccolato, acqua a volontà, telefono, kw e accessori personali indispensabili.

Per: tutti (da valutare le capacità / soste dei bambini in quanto la lunghezza comincia ad essere impegnativa)


Il tragitto comprende strade trafficate e strade di campagna. Per un breve tratto è prevista una pista unicamente per le bici che comprende un parchetto in cui ci si può fermare per un breve ristoro.

Partiamo come sempre da Noventa Vicentina seguendo le indicazioni per la frazione "Caselle". La miglior strada è via Collegio Armeno da percorrere fino alla rotonda detta "ponte della Maddalena", si tiene la destra e si prosegue fino al ponte di Caselle (frazione). Superiamo il fiume Frassine e ci troveremo in provincia di PADOVA, teniamo la destra e ci troviamo in un dritto da percorrere ad alta velocità, via Cavazza, dopo il curvone prendiamo subito la destra, via Cabriani, ed entriamo nella parte piacevole del percorso in quanto poco trafficata. 





Percorriamo tutta via Cabriani, proseguiamo per via Pra di Botte e teniamo sempre la strada in via Coatta. Attenzione, alla fine di via Coatta troverete una piazzola/incrocio che porta a via Stangon, il mio consiglio (tutte le strade portano a Montagnana) è svoltare a sinistra per via Coatta Marzola e prendere la terza a destra Via Pescara per arrivare direttamente alle porte di Montagnana.



Siamo ad un incrocio, attraversate la strada per prendere via Trento, sulla sinistra, che porta direttamente alla prima delle quattro entrate di Montagnana: porta Vicenza. Vi propongo il giro delle mura, ovviamente sentitevi liberi di organizzare la giornata per una visita dentro le mura e scoprire questa magica cittadina medievale che si è conservata veramente molto bene.

Seguite le mura in senso orario, vi lascio qui sotto qualche video e foto.





La "Rocca", porta Legnago.



Siete liberi di rifare il giro, ovviamente a me spetta il compito, ora, di guidarvi fino a casa. Le sorprese non sono comunque finite. Dopo porta Legnago (video) sulla sinistra trovate via 4 novembre (è un bivio sulla curva), prendete e seguite la strada che porta alla breve ma comoda ciclabile di via Praterie. Alla fine della ciclabile, sulla destra, trovate una zona picnic con piccolo parco giochi (sterrata).



In fondo a questa piccola oasi ritrovate la "strada maestra", svoltate a destra e dopo pochi metri vi troverete sulla "pojanese, strada che - trafficata - porta a Pojana Maggiore. Qualche kilometro e arriveremo, prima del centro paese, la stupenda villa palladiana "Pojana" del 1500.





Fermatevi quanto volete per ammirare la stupenda villa e preparatevi per gli ultimi kilometri verso Noventa. Ancora sorprese perchè prenderemo una ciclabile poco frequentata che ci permetterà di attraversare (ancora) i campi del Basso Vicentino. Prima del centro cercate, sulla destra via Cosella. Immettetevi e seguitela, si trasformerà in una stradina perfetta per la bici. Via Cosella sfocia in via Bianchina e successivamente in via Ponte Novo che dovrete prendere verso sinistra. 



Il nostro viaggio è finito! Alla fine di via Ponte Novo vi troverete ad un incrocio sulla strada che da Noventa porta a Pojana Maggiore, svoltate a destra e arriverete direttamente in centro di Noventa, al punto di partenza.

Riassumo i punti più importanti di questo viaggio:
- Montagnana, le mura e l'interno 
- Piccolo parco alla fine della pista ciclabile verso Pojana
- Villa Pojana del Palladio
- Fiume Frassine da attraversare in due punti lungo il percorso.

Pronti per un altro viaggio? Seguite il blog e vi darò molte soddisfazioni.

lunedì 6 luglio 2020

Armoniche in pagella.


Chiudo anche questa "stagione" delle Pagelle con due artisti italiani che molto hanno in comune: Fabrizio Poggi e Marco Pandolfi.
L'articolo completo, come sempre, si trova già pubblicato sul sito www.radionoventa.it , lo leggete esattamente qui.
In questo post, come al solito, vi anticipo le conclusioni.

Tornerò regolarmente con questa rubrica a fine estate, in settembre. Buona lettura.

Fabrizio Poggi: For you.
Voto 9: quando l’amore per la musica è costante anche un prodotto commerciale – quale è un album – diventa un regalo emozionale. Fabrizio cambia registro in modo molto intelligente, senza perdere strada e bussola ma facendo una bellissima sorpresa a tutti i fans.

Puoi ascoltare la mia intervista (fine 2019) fatta a Fabrizio proprio qui sotto:


Marco Pandolfi: Ambrotype
Voto 9: anche in questo caso l’amore per la musica garantisce un album solido che può unicamente essere preso come riferimento per le dinamiche. Marco si conferma grande songwriter accompagnato da musicisti che gli garantiscono un’indimenticabile narrazione.

domenica 5 luglio 2020

Ritorno al Blues


Soul Kitchen è uno show multigenere, aperto, almeno nelle intenzioni. Nella pratica non ci sono veti su nessun genere anche se cerco da sempre di proporre e cercare brani che mettano in bella mostra l'anima (soul).
Cos'è un brano con un'anima?
Il verdetto è personale e soggettivo, dove io percepisco l'anima altri potrebbero non sentirla.

Cerco la verità, la sincerità. La verità di una canzone nata perchè doveva nascere senza l'unico scopo di essere venduta e la sincerità di chi la canta e la suona che ce la propone come lui la vuole, senza ruffianerie o modifiche che ne modifichino la natura. Di solito sono questi i brani con un'anima. Gli altri, per il sottoscritto, sono spesso artificiali.

Etta James è un'artista con una voce intensa capace di farci vibrare ad ogni ascolto, spesso ha interpretato brani di altri ma l'ha fatto usando le proprie corde, senza l'intenzione di dare versioni alternative e senza la volontà di ricalcare l'originale. Cantava così, come le veniva, in modo sincero e vero. 

In questa puntata di Soul Kitchen c'è lei ma c'è anche l'incredibile band tributo di Muddy Waters, i musicisti che hanno suonato con lui. Altro modo di dire verità: questi musicisti, con Muddy, suonavano secondo le sue severe direttive, e si sente. Rinunciando in parte alla propria verità, ma seguendo sinceramente quelle di un mito del Blues.

Buon ascolto. Vi ricordo che Soul Kitchen è una produzione www.radionoventa.it e che trovate tutte le puntate (se non riuscite ad ascoltare questa significa che è stata tolta ma la trasmissione resta) al link seguente: SOUL KITCHEN - PODCAST.


sabato 4 luglio 2020

Breve viaggio verso Villa Repeta


Il ciclista della domenica oggi vi propone un breve viaggio alla portata di tutti che avrà come momento "top" la bella Villa Repeta di Campiglia dei Berici.

Il momento ideale per questo breve giro è la sera estiva: la Villa si fa apprezzare con i colori del tramonto. Pronti? Via!

Cosa serve? Essendo un viaggio corto privo di rischi è sufficiente la bici funzionante, una borraccia di acqua fresca, occhiali, le chiavi di casa, una barretta di cioccolato (solo perchè è tanto buona). 

Durata del viaggio: circa 45 minuti alla velocità media di 21 km/h e senza soste.
Partenza e arrivo: Noventa Vicentina

Per: tutti.


La partenza è come al solito dal centro di Noventa Vicentina, prendete via Carlo Porta e girate a sinistra verso via Zanettini. Proseguite dritto, non fate il "curvone" portandovi su via Monte Cengio e, all'incrocio, voltate a destra verso via Frassenara. Occhio alla vostra sinistra, si apre un piccolo percorso in mezzo ai campi a traffico zero in via Angussola.





La fine di via Angussola "sbuca" su via Spinosa, facciamola fino alla fine svoltando a sinistra. Allo stop eccoci arrivati al confine fra Campiglia dei Berici e Noventa, giriamo a sinistra su via Giotto, anche in questo caso pedaliamo fino alla fine della via e giriamo a destra allo stop.

Proseguiamo diritti fino a Campiglia dei Berici: percorriamo via G.Galilei, via Brandizie e dopo la rotonda via Marconi. Arriviamo in centro paese, seguiamo la chiesa e via Roma per arrivare, finalmente, a Villa Repeta.




E' una bella giornata? Godetevi i colori della villa e preparatevi alla parte finale di questo giro in mezzo ai campi. A sinistra della villa comincia via Pilastri, facciamola fino in fondo e prendiamo la pista ciclabile a destra (a sinistra porta direttamente a Vicenza, la faremo prossimamente). Questa pista ciclabile costeggia la Riviera Berica ed è un modo stupendo per gustarsi i campi del basso vicentino da una parte, i Colli Euganei dall'altra. 


(in realtà questa foto è stata scattata lungo via Brandizie).

La pista ciclabile ci porta direttamente al centro di Noventa Vicentina, punto di fine di questo brevissimo ma emozionante viaggio.

Il prossimo appuntamento? Una sorpresa!

giovedì 2 luglio 2020

Ascolti estivi per dare nell'occhio


Vi propongo l'ascolto dei miei Podcast /Pagelle che questa settimana (ogni lunedi dalle 11.30 nuovi episodi) propongono due gruppi "del passato" che hanno mantenuto la strada maestra e proprio per questo potrebbero fare scuola. Huey Lewis and the News, ricordate "power of love" (?) regalano un album leggero ma piacevolissimo che sto ascoltando molto volentieri anche in questi giorni. Ottimo soul-pop. Anche i Pet Shop Boys, eroi del sound anni '80, hanno mantenuto la rotta sul genere creando sempre album pieni di atmosfera e suoni ricercati. Vi propongo qui sotto il player immediato della puntata, se non funziona (perchè periodicamente cambiano gli episodi disponibili) andate pure a questo link per trovare tutto il pubblicato. Buon ascolto.

Le Pagelle del Fabiet è una produzione www.radionoventa.it