lunedì 28 settembre 2020

Le Pagelle del Fabiet - Alicia (Alicia Keys)


Chitarra/voce oppure produzione "armageddon" e voce? Come si sceglie una produzione?
Lasciamo l'idea originaria e non aggiungiamo nulla oppure costruiamo qualcosa attorno all'idea nel tentativo di rendere tutto ancora piu' bello da ascoltare? 
Tornate alla mia recensione dei "Magnetic fieds", anzi evitatela e linkatevi subito ad un loro album (tanto son sicuro che in casa non avete ne' cd ne' 33giri); loro lasciano tutto com'è, preferiscono presentarci sempre la canzone nella sua dimensione embrionale. Magari ci prendono in giro?
The book of love" è un esempio calzante: prendete la prima versione dei Magnetic e ascoltate quella orchestrata di Peter Gabriel. Si assomigliano, certo, ma son sicuro che sulle prime apprezzate quella del Peter. Senza togliere nulla alla magia, presente in entrambi i brani.

Appunto.

Quindi perchè andare a ritoccare e - a volte - iper/produrre una canzone se va già bene così com'è nata?
La risposta è semplicissima: se non ci facessimo queste domande avremmo un mondo di noiosissime canzoni  con sola voce e chitarra.


Alicia - Alicia Keys. Album in uscita a marzo, posticipato a settembre. Alicia è una grande soul singer, indubbiamente fra le mie preferite nonostante non abbia mai fatto centro nel mio cuore con un brano in particolare. "Alicia" viaggia fra bei brani arrangiati come si deve e altri iperprodotti. Va bene l'iper produzione moderna con i suoni fighi ma deve avere un senso. Se mi accosti nello stesso album due brani totalmente opposti come l'ottima "gramercy park" e la ruffiana "authors of forever", ad esempio, devi dare un filo conduttore, l'ascolto ha bisogno di ordine e di un senso. Ad aggiungere una sensazione di "raccolta" la presenza di ospiti, cosa voluta e forse mi sto sbagliando io, il senso dell'album è un salotto aperto a tutti. Resta un fatto: i brani migliori son quelli senza ospiti, brani in cui Alicia si esprime al meglio (senza comunque far centro con un brano particolare, come detto sopra). 
Voto 7,5: tanta roba, come si dice in queste occasioni. I tanti ospiti secondo il sottoscritto abbruttiscono l'album mentre i restanti brani, quelli con Alicia e basta, abitano in un piano superiore. Album spezzettato quindi che non si riesce a godere per intero nonostante i ripetuti ascolti.

sabato 26 settembre 2020

 



Pane e acqua, quanti di noi si sono ritrovati veramente in questa situazione? Non conoscendo tutti i miei lettori non posso sbilanciarmi. E' un fatto che nel blues, soprattutto nel passato, molti brani sono nati da situazioni molto "al limite" e probabilmente...altro che pane e acqua, forse nemmeno quello.

Esiste uno "status" ideale per creare? Certo la sofferenza, in genere (alimentare e non) può portare l'artista a momenti di riflessione estremi quindi si, molto probabilmente chi si trova in situazioni precarie potrebbe "dare di più". Ma l'esperienza insegna anche che in questi casi si rischia grosso, con la vita. L'eventuale successo porta in un mondo che forse non si conosce bene venendo poi a persone che hanno a cuore il preservare l'immagine e non la persona.

Chissà com'è o com'è stata la vita degli artisti che scopriremo nel corso di questa puntata di Soul Kitchen, oltre a Ryan Bingham che appunto proporrà "Bread and Water" dall'album "Mescalito" ci sarà spazio per altro. Buon ascolto.

giovedì 24 settembre 2020

Le Pagelle del Fabiet - Folklore (Taylor Swift )

 


Parliamo ancora di Covid ed emergenza perchè gli effetti, come prevedibile, si vedono in questo periodo. Album nati prima il cui lancio è stato prorogato, album che invece sono nati durante l'isolamento. Album che invece erano già stati registrati in un precedente isolamento o quasi ed è nata la voglia di pubblicarli una volta finita l'emergenza.

Ma volendo parlare di guadagno: quanto abbiamo guadagnato noi ascoltatori in questo periodo? Se devo essere sincero nulla a parte lo spostamento di alcune uscite (quindi c'è un peggioramento cronologico).

E le produzioni del "durante" ci stanno regalando qualche emozione in più?

Per conoscere la risposta dovete proseguire nella lettura oggi e per i prossimi appuntamenti de "Le Pagelle del Fabiet" che presto torneranno in formato audio stereofonico.


Taylor Swift - Folklore. Solitudine, isolamento, malinconia, giornate uggiose e mancanza di spazio. Queste le sensazioni derivanti dall'ascolto di questo "Folklore" che poco ha a che fare con il Folk. L'album nasce durante l'emergenza Covid ed è uscito da poco, a luglio. Ogni brano pare confezionato in  una piccola scatolina/regalo e si fa piacere come una sorpresa. Qualche nota di piano e base ritmica spesso sussurrata così come la voce per regalarci un'intimità che pareva persa e che abbiamo la possibilità di recuperare. Anche i molti suoni sintetici creano un recinto attorno alla musica che l'artista ha sapientemente trattenuto da improvvise esplosioni di note.  Un pop molto delicato e chiuso, cantautorale, 16 canzoni ben arrangiate e piene di ispirazione che non cadono mai nel banale. 

Voto 9: un album da avere sempre con se' non per essere ascoltato in continuazione ma da aprire come un carillon che ci è stato regalato da un caro amico/a. Tranquilli: nonostante la chiusura non crea stati depressivi improvvisi.

sabato 19 settembre 2020

Amore e felicità

 


"Well, happiness is when, you really feel good with somebody" cantava Al Green nel 1972. Felicità è quando stai bene con qualcuno. Chissà cosa avrà pensato quando la sua fidanzata Mary gli versò dei fiocchi d'avena bollenti, durante una doccia, causandogli diverse ustioni di secondo grado. Lei poi si suicidò in seguito al rifiuto di Al di sposarla. Poverina, canzone totalmente fuori luogo.
Però è vero, quando stiamo con qualcuno e stiamo bene arriva la felicità.
Spesso.
In questa puntata lo ascolteremo, assieme a molti altri. E spero che l'ascolto di Soul Kitchen, oltre ad una buona compagnia, sia occasione per avere qualche frammento di felicità.

Soul Kitchen è una produzione Radio Noventa, trovate tutte le puntate qui.
Non c'è garanzia che il podcast resti all'infinito quindi...ascoltate subito oppure cercatelo della pagina qui segnalata.

giovedì 17 settembre 2020

Noventa Comics intervista Paolo Mulas


Ed eccoci alla terza intervista realizzata per il Noventa Comics che andrà in onda sabato 19 settembre durante la diretta che quest'anno si è sostituita all'evento vero e proprio a causa del Covid.

Con Paolo abbiamo parlato esclusivamente di Nintendo 64, ricordando i bei tempi dei primi giochi poligonali e della console che - nonostante la dolorante sconfitta nella console war dell'epoca contro Playstation di Sony) ci regalò vagonate di capolavori. 
Paolo è un esperto del settore ed ha una collezione legata al Nintendo 64 a dir poco invidiabile (in pratica possiede tutte o quasi le uscite PAL e NTSC dei giochi per la storica console). 

Seguite questa e le altre interviste durante la diretta sulla PAGINA FACEBOOK di Radio Noventa.

Oggi vi presentiamo un altro nostro ospite, Paolo Mulas!🎮
Videogamer da una vita, di Cagliari (Sardegna), giornalista del settore videogiochi è sicuramente uno dei maggiori conoscitori italiani di Nintendo e Nintendo 64.
Si dice che abbia la collezione completa di tutti i giochi N64 usciti in tutte le versioni (jap, pal, ntsc).
Sarà vero? La sua pagina "nostalgia 64" è piena di ricordi, nel corso dell'intervista cercheremo proprio di ricordare e di strappare qualche curiosità inedita che riguarda il primissimo periodo "poligonale" della storia dei videogiochi.

 

Le Pagelle del Fabiet - One World (Billy Ocean)

 


Persone che dai per disperse poi sbucano fuori all'improvviso e con imbarazzante normalità esclamano "beh?". "Beh cosa?". Nella tua mente hanno cambiato lavoro, vita, posizione geografica, abitudini. Probabilmente son passate da una situazione agiata ad una quotidianità disperata, hanno passato 10 mogli ed hanno tentato il suicidio ed ora sono in cura presso qualche istituto o peggio sono ospiti di una casa per anziani.
Nulla di tutto questo e magari quello che si è perso sono io, sono io quello che ha "perso il contatto".


One World - Billy Ocean. Appunto, che fine hai fatto Billy Ocean? Eroe degli anni '80 ma il suo genere affonda nei primi anni '70 ed è figlio del soul di fine anni'60. Le radici ci sono ancora infatti "One World" - che porta un messaggio di fratellanza per tutti noi - è un disco di Soul e Rhythm'n'Blues ruffiano quanto basta per non essere considerato di nicchia. Dove si era fermato Billy? Mr. Ocean è uno di quegli artisti che non si è mai fermato proprio perchè la musica è la sua vita. Semplicemente ha continuato a suonare nonostante il successo abbia bussato alla sua porta molto tempo fa. "One world" doveva uscire in aprile come molti altri album, poi il Covid quindi lo spostamento a settembre. Non è un album capolavoro ma già al primo ascolto si fa apprezzare per la notevole e ricercata solarità ottenuta da una miscela di suoni puliti, ricchi e molto aperti e dalla voce educata e curata da Billy. Un album da salotto e la copertina esprime già la positività che ne sta alla base.

Voto 7:  dodici brani ben prodotti ed una voce rassicurante permettono a "one world" di passare agevolmente la sufficienza senza troppa fatica. L'ho ascoltato con piacere più volte e mi è salita la curiosità di godermelo in concerto ma tutto si ferma ad un buon "ben fatto".

mercoledì 16 settembre 2020

Noventa Comics 2020 intervista Federica "Fred" Bortoluzzi

 


E' tempo di Noventa Comics organizzato da Radio Noventa. Quest'anno sarà un'edizione totalmente digitale, cureremo ben 3 dirette fra sabato 19 e domenica 20 settembre in cui presenteremo temi legati alle precedenti edizioni sotto forma di video-interviste in diretta e non. Ho avuto il piacere di incontrarmi virtualmente con Federica Fred Bortoluzzi e parlare delle sue illustrazioni realizzate per Radio Noventa e legate ad interviste a musicisti che ha curato con grande professionalità. La sua rubrica sul sito "interviste a tratti" presenta l'intervista e un'inedita illustrazione dell'artista intervistato a firma Federica Fred. Un'esclusiva che ci ha regalato nata dalla collaborazione con "Soul Kitchen", il mio podcast, che l'ha vista spesso ospite telefonico.

Diretta sul sito Facebook di Radio Noventa sabato dalle 17 e domenica mattina dalle 10 e pomeriggio dalle ore 16 circa.

Dopo la sua presenza alla scorsa edizione, tra Federica e Radio Noventa è nata una proficua collaborazione. Fred tornerà infatti per presentarci "Interviste a Tratti", un format radiofonico che riesce a coniugare illustrazione e musica in un modo del tutto speciale.

martedì 15 settembre 2020

Noventa Comics 2020 intervista Andrea Dresseno

 


Ho avuto il piacere e l'onore di intervistare Andrea Dresseno per l'edizione digitale del Noventa Comics 2020. Il video, accanto a molto altro, andrà in onda nella lunga diretta di domenica 20 settembre (anticipazioni anche sabato 19) sul canale Facebook di Radio Noventa.

L'Italia patria di videogiochi? Si, anche grazie al lavoro certosino di IVIPRO di Bologna di cui Andrea è presidente. Ivipro collabora con quasi tutte le regioni italiane e cerca, raccogliendo immagini e dati, zone e paesaggi che entreranno in un database a disposizione di publisher, game designer, programmatori che vorranno inserire nel gioco scenari inediti.
Nel corso dell'intervista non si parlerà solo di questo, anche di game designer in erba e dell’archivio videoludico di Bologna, curato dallo stesso Dresseno.

lunedì 14 settembre 2020

Le Pagelle del Fabiet - Per essere Felici (Marina Rei)


Il periodo Covid, quello più drammatico, ha chiuso in casa la maggior parte di tutti noi. Cosa abbiamo fatto? La maggior parte di noi ha fatto passare il tempo. Qualcuno, dopo il primo momento di smarrimento, ha utilizzato il tempo a disposizione per "fare". Altri avevano appena "fatto" e, forse, son le persone che più ci hanno rimesso da questa situazione. Penso a Marina Rei: prepara un disco dopo 6 anni, pronto per uscire ad aprile o maggio e....niente. Stop. Tutto rimandato. Hai appena prodotto, hai appena finito di far uscire la tua arte e devi nascondere tutto in attesa  di chissà cosa.

Spero che, nonostante tutto, questa parte di artisti abbia trovato una porta, una via d'uscita. 


Marina Rei - Per essere felici. Torna alla composizione dopo 6 anni, periodo in cui Marina ha curato esclusivamente l'attività live. Proprio per questo colpisce - in negativo - la durata totale dell'album. Chi mi legge sa quanto tengo d'occhio anche questo particolare e quanto purtroppo influisce in positivo o negativo nella valutazione finale. Marina ha composto e suonato personalmente quasi tutto, è quindi un lavoro molto personale, e si sente. Se da una parte i brani sono curati e piacevoli, dall'altra si nota una mancanza di mordente soprattutto nelle ispirate parti musicali. Si tratta probabilmente di cosa voluta, la voce ed il ritmo dei testi fanno da padrone mentre gli arrangiamenti - seppur precisi e indovinati - si fanno un po' da parte. Positivo il non subire nessuna moda del momento: non troverete il trapper di turno o il mixaggio radiofonico, "per essere felici" è una produzione esclusiva di Marina Rei.
Voto 7,5: perde un punto e forse più per la durata, dopo 6 anni è lecito aspettarsi di più soprattutto da un'artista brava e capace come Marina Rei. Non ci sono vette ma tutti i brani si fanno ascoltare più e più volte, ne consiglio a tutti l'ascolto.

sabato 12 settembre 2020

Non tutto è quel che sembra

 


Come coniugare il virtuosismo il gusto facendoli confluire nella dichiarata maturità. Non c'è regola anche perchè ogni musicista ha le sue "fasi". 
fase 01 - te la faccio vedere io
fase 02 - ho capito tutto (ma non è vero)
fase 03 - senti come accarezzo lo strumento (dai che ce la fai)
fase 04 - maturità artistica.
Ognuno ha i suoi tempi, dicevo. Qualcuno non arriva alla fase 04 ma - attenzione - qualcuno ci arriva benissimo tenendosi stretta la fase 01. 
Un gruppo che - nell'insieme - ha espresso una grande maturità unendola al certo virtuosismo è quello dei "Blood sweat and tears" che ascolteremo in questa Soul Kitchen nel loro maggior - forse - successo ripreso anche da Maurizio Arcieri tanti anni fa.

Soul Kitchen è un podcast prodotto da Radio Noventa. Buon ascolto.


giovedì 10 settembre 2020

Le Pagelle del Fabiet - Whole new mess (Angel Olsen)

Non è da tutti saper cantare o suonare in solitudine. Meglio, tutti possiamo farlo ma pochi, veramente pochi, dovrebbero pubblicarne il risultato. Innanzitutto bisogna saper cantare accompagnati da una sola chitarra, o da un solo pianoforte. Non è facile capire quale sia lo strumento fatto realmente per noi, quale colore possa legare al meglio con le nostre corde vocali. Poi viene il resto: la bellezza della voce (spesso innata), la profondità, la capacità di mantenere alto il livello qualitativo per "x" composizioni ed il saper raccontare la canzone o una storia senza annoiare. Non è piu' semplice o piu' difficile, decisamente non è per tutti.


Angel Olsen - Whole new mess. Registrato in una chiesa, nel 2018 ma uscito da pochissimo, in un momento di forte depressione di Angel e frutto di un bisogno di registrarsi in un ambito naturale (cioè senza frapposizioni fra l'artista ed il registratore), sfruttando l'eco ed il riverbero proprio di quell'ambiente. Angel riesce senza dubbio  a trasmettere questo suo momento, alcuni di questi brani verranno ripresi nell'ottimo "All Mirrors" da me pagellato l'anno scorso. Ma, artisticamente parlando, c'è ben poco. Al di là di questo desiderio di pubblicare le registrazioni c'è ben poco. La voce di Angel non si confà a queste atmosfere per i motivi che ho spiegato in apertura: pur essendo una brava cantante non possiede la capacità di fermare l'ascolto, di renderlo interessante e vivo per tutta la durata dell'album. Di certo la musica è fatta di emozioni a 360 gradi ma qui abbiamo qualche sensazione appena. E' ben preferibile il suo album successivo, appunto, perfetto e perfettamente "a quadro" con le sue corde.

Voto 5,5: l'album si "salva" perchè c'è una motivazione reale dietro a tutto questo lavoro. Musicalmente è tutto nascosto e monocromatico, non va ascoltato per godere. Se volete scoprire Angel andate su altro. Di certo se amate i poeti e i cantanti maledetti potrebbe essere il vostro album.


martedì 8 settembre 2020

Ville, colori e vigneti


È il bello dello spostarsi in bici: da ogni viaggio si torna arricchiti e curiosi. L'arricchimento è dato dall'esperienza, dal continuo confronto fra fatica e appagamento dato dai particolari che si riescono ad osservare in tranquillità, alla giusta velocità e distanza. Dalla possibilità di tornare sul posto piu' volte senza dover far benzina. Curiosità perchè da ogni viaggio si torna con la scoperta di nuove strade, nuove indicazioni, passaggi di cui si ignorava l'esistenza. Da affrontare, logicamente, la volta successiva.

Questo itinerario nasce così, guardando la mappa e cercando di scovare la ciclabile che porta a Rovolon (e che poi fa il giro dei Berici) che tante volte ho evitato, finendo sconsolato nel normale rumoroso traffico delle provinciali.

Ma non devo dimenticare che l'occhio vuole la sua gran parte, ecco quindi un percorso che soddisferà un po' tutto: gambe, occhi e mente. Punto di partenza come sempre è Noventa Vicentina, nostra base. La prima parte è facile e servirà a scaldare per bene i polpacci e portare il respiro al giusto ritmo.

Tutti in sella e....prendiamo la ciclabile per Vicenza!!



Lunghezza del percorso e durata sono leggermente sotto i valori degli ultimi itinerari, tenete comunque presente che ci sarà un piccolo colle da scalare, sicuramente non impegnativo per i professionisti ma indubbiamente fastidioso per tutti noi. 35 km da percorrere in 2 ore se non ci si vuole fermare. 

Al solito il mio consiglio è di controllare la bici, belle gonfie le ruote, freni ben funzionanti, tanta acqua e qualche cibanda se vorrete fermarvi ogni tanto. 

Percorreremo ciclabili per la maggior parte ma anche strade trafficate quindi un bel ripasso alle regole della strada non farà male. Viaggiamo in fila indiana e cerchiamo di non infastidire troppo gli automobilisti sulle strade trafficate.

Percorriamo, da Noventa, la ciclabile verso Vicenza per circa 8 km e attraversiamo la Riviera Berica, in direzione Albettone, sfruttando il ponte della foto qui sotto.


Proseguendo per via Ponte Botti, strada trafficata quindi attenzione, arriveremo in centro ad Albettone dove ci aspetta caratteristica villa Negri De Salvi o villa Campiglia, del 1400, appartenuta nel XVI secolo ai Gonzaga. Poco resta della villa antica ricostruita dai successivi padroni, i Negri De Salvi, che vollero nel 1800 questo aspetto neogotico comunque godibilissimo. 


Fermiamoci per ammirarne i colori e le forme, prediamo aria, svoltiamo a sinistra e cominciamo a salire il monte Castellaro (via Roma, poi via Croce e via strada monte) seguendo e superando il duomo del paese, la chiesa di Santa Maria Nascente. Non saremo in chissà quale vetta ma da quassu' è bello giocare a dominare le terre verso i colli Euganei ed una bella porzione di Basso Vicentino in direzione Agugliaro - Noventa. 


Vista della chiesa di Albettone, dal monte.




Se il giorno è giusto qualche lezione di parapendio non guasta, versante Est

L'aspetto piu' appagante della salita è la successiva discesa. Conscio dell'enorme pericolo corso ho ripreso una parte di questa discesa, tenendo salda la mano sul freno (posteriore) sperando di non fare pedalate false. A fine discesa arriveremo a Lovolo, confinante con Barbarano Mossano, e prenderemo la strada verso Bastia (Rovolon, Padova) in cerca di una porzione di ciclabile che fa parte dell'anello degli Euganei. 


Per immettersi nella ciclabile però dobbiamo percorrere prima un'altra strada trafficata, via Lovolo che diventa via Albettoniera. Occhio vigile a destra, dopo le indicazioni "Bastia" e prima della rotonda, leggermente nascosta sulla destra. Questo tratto porta direttamente a Vo Vecchio. Sarà un piacere pedalare fra ponticelli, chiuse e vigneti (sulla destra) gustando un ottimo panorama, i Berici a destra e gli Euganei a sinistra il tutto per una decina di km circa. 


Piccola area sosta e ponticello di legno


Usate tutta la vostra esperienza per non incastrarvi in queste transenne di cui non ho capito l'utilità.


Il tratto di ciclabile sfocia in via Vo' di Sotto, dopo qualche metro vi troverete in pieno centro a Vo' Vecchio. Fermatevi per ammirare la splendida villa Contarini Giovanelli Venier costruita a fine 1500.


Il mio consiglio è di scendere dalla bici e percorrere la villa in tutto il suo perimetro. Al suo interno troviamo l'importante Museo del Paesaggio dedicato ad una ricca esposizione di mappe del territorio. Questa villa è, purtroppo, anche Luogo della Memoria della Shoah in quanto fra il '43 ed il '44 fu utilizzata come campo di concentramento per circa 60 ebrei, poi morti proprio in questo luogo.

E' tempo di proseguire. Le sorprese non sono finite.


Vigneti ed il monte di Lovertino


Tanto per ricordarvi che sempre sul Bisatto dobbiamo tornare...

Dal centro di Vo' Vecchio arriviamo alla fine di via Vo' di Sotto e ci troveremo sul ponte della foto, lungo il canale Bisatto. Di fronte a noi prosegue la ciclabile che si sviluppa fino a Lozzo Atestino e poi verso Este, in una parte che ho già descritto in altri post.

Percorreremo questa ciclabile fino a Lanzetta, attraversando il piccolo ponte e svoltando a destra. Se sarete fortunati (o sfortunati a seconda dei punti di vista) potrete assistere a qualche gara di Kart, tanto per non farci mancare nulla. Sulla sinistra infatti si trova un circuito molto frequentato che possiamo osservare dall'alto. Non ho resistito e ho fatto questa breve ripresa video.


Soddisfatti? Riprendiamo la marcia e - come già detto - attraversiamo il ponte per girare verso Lanzetta, percorriamo tutta via Kenney e via Roma per svoltare a sinistra verso via Motterelle. Il ritorno verso casa è garantito anche proseguendo dritti e prendendo via Ponticelli (come già visto nel percorso precedente) ma ve lo sconsiglio: c'è ancora una simpatica sorpresa.
Dopo aver attraversato il cavalcavia sull'autostrada svoltate a destra su via Finale. A metà via, circa, fermiamoci ad ammirare una villa palladiana, Villa Saraceno, ultimata nel 1555.


Ad ogni villa il suo colore

Fate attenzione al cancello, se chiuso, dominio incontrastato di vespe. Ho rischiato grosso per fare questa foto! La villa è comunque aperta al pubblico anche se per due ore al giorno, dalle 14 alle 16 dal 1 aprile al 31 ottobre. Buona fortuna.

Ed eccoci alla parte finale. Alla fine di via Finale ci ritroveremo sulla Riviera Berica, la strada che da Noventa Vicentina porta a Vicenza. Potete scegliere se riprendere la ciclabile verso Noventa o fare una piccola variazione, un dritto per via Ca' Vecchie svoltando poi per via Spinosa e successivamente via Frassenara.

Anche per oggi siamo tornati sani e salvi! Le foto sono personali e non hanno subito ritocchi.
Ricordo di controllare sempre le previsioni del tempo prima di partire ma di non temere eventuali piogge (contenute): pedalare sotto l'acqua (con un KW)  rappresenta un'altra esperienza da vivere.

Vi lascio in compagnia di bici e amici e nell'attesa del prossimo percorso.


lunedì 7 settembre 2020

Le Pagelle del Fabiet - The Red Planet (Rick Wakeman)


Finalmente tornano le Pagelle per la gioia mia ma soprattutto dei pagellandi, quei gioiosi figuri che una volta ultimato il loro lavoro pensano di avere raggiunto la gloria. Invece no, la strada è dura e impervia e passa anche da questo blog, dalla mia penna o meglio dalla mia tastiera rovente.
Tastiera rovente che non si è spenta durante questa estate, ho continuato ad ascoltare e scrivere, scrivere ed ascoltare. 

Si riapre con un musicista che ha fatto la storia, Rick Wakeman famoso soprattutto per essere stato il tastierista degli "Yes" e l'autore di album memorabili come "The six wives of Henry VIII" e "King Arthur". Fra i due io preferisco il secondo ma il nuovissimo "The Red Planet" uscito a giugno si rifà al primo nominato.



Rick Wakeman - The Red Planet Rick era il principale antagonista di Keith Emerson. Penso che, in un'ipotetica sfida, abbia vinto il povero Keith (che ci ha lasciati qualche anno fa) soprattutto grazie al suo esibizionismo. Ma - secondo me - anche tolto l'esibizionismo Keith gli era superiore soprattutto a livello compositivo. Rick invece è stato sicuramente eccelso nella sua produzione, anche se non tutta convincente, alla fine i suoi grandi album - al netto dell'incredibile esperienza con gli Yes - son quelli sopra citati. Questo "The Red Planet" ,  concept album dedicato ovviamente al pianeta rosso, ha molti legami sonori con "The six wives of...". Questo è il primo lato negativo, tutto pare essersi fermato al 1973 fino ad apparire come una nostalgica riproposizione sonora, arricchita solo leggermente da una produzione piu' moderna. Se aggiungiamo che a livello compositivo non si raggiungono vette tanto che l'album scorre si tranquillo e piacevole ma senza momenti veramente emozionanti o degni di essere ripercorsi. Anche l'esecuzione pare statica e l'impressione che tutta la musica si muova "a comando" è molto forte. 

Voto 6,5: si ascolta anche due volte ma poi si lascia. Non c'è nemmeno una grande esplorazione sonora per quel che riguarda i sinth. Insomma, il "solito" grande Rick Wakeman, piacevole e bravissimo ma un po' troppo distaccato dalla realtà. D'altronde è un disco su Marte.

sabato 5 settembre 2020

Interprete, autore o cantautore

 


Come ho già avuto modo di chiarire le puntate "playlist" di Soul Kitchen non hanno un tema principale. Per presentarle come si deve devo però trovare un motivo di base plausibile. Certo potrei copia/incollare la puntata qui, farvi un elenco di quello che viene passato e "ciao" anzi "ciaone".

Non è mia intenzione, chi mi segue potrebbe averlo intuito: se devo essere e stare sul web non voglio essere sottoposto alla regola del copia/incolla, della condivisione impersonale, della rappresentazione attraverso "meme". 

Voglio dire qualcosa, poco, di scarso interesse. Ma il mio "io" vi deve arrivare anche da quel che scrivo.

Ma questo è un post di musica o cosa?

La playlist di questa puntata racchiude cantautori blues o soul come Robben Ford (in foto) o il mai troppo lodato James Taylor. O grandi interpreti come Aretha Franklin (dal passato) o Kellylee Evans (dal presente) che si avvalgono nei brani proposti in questa puntata di autori di primo piano come Burt Bacharach o Jeff Bass.

Cosa spinge un artista a scrivere per altri o per se' stesso? Molti motivi spesso divergenti. Vocazione, interessi personali o dell'etichetta, favori, accordi, amicizia, devozione.
La realtà è che chi ancora va a leggersi le info sui brani resta spesso spiazzato "ah ma pensavo l'avesse scritta lui".
La realtà è che citiamo spesso chi sta davanti (interprete o gruppo) quasi mai chi sta dietro (autore e produttore o musicisti che hanno accompagnato). Me compreso.

Vi ricordo che Soul Kitchen è una produzione Radio Noventa. Potete leggere e ascoltare questo e altri Podcast direttamente dal sito. Buon ascolto.