martedì 29 dicembre 2020

Ritorno a Mandalore

 

Indeciso fra un veloce post in Facebook o un breve racconto sul Blog ho optato - ovviamente - per la seconda scelta. Scelta che ho fatto a livello generale nella mia vita, usare Facebook esclusivamente come vetrina di quello che succede qui.

Arrivo giusto giusto dalla visione della seconda serie di "Star Wars: The Mandalorian"(la prima vista ad aprile). Sono appassionato alla serie da sempre e divoro tutto dai fumetti ai cartoni animati, non sono uno specialista del settore come molti, sono lontano anni luce dai "eh ma va bene solo il primo film in versione VHS" così come prendo le distanze da quelli che "solo la prima trilogia originale il resto è un cesso". E magari anche da coloro che "inizialmente c'era solo il primo film poi Lucas ha ritoccato i titoli per mangiare i nostri soldi". 

Insomma mi gusto lo show con i suoi alti e bassi che - secondo me - si distribuiscono in modo equilibrato. 

THE MANDALORIAN è un alto - altissimo. Appunto, scrivo di getto questo post non per dare voti o giudizi di cui non mi sento capace, semplicemente per elogiare tutto quel che ho visto e quel che ci sta dietro, dalla regia agli sceneggiatori agli attori ecc. ecc. Provo ad andare con ordine.
- La storia: due serie in cui la storia principale si avvicina sempre di più alle vicende narrate negli episodi visti al cinema. Al suo interno ogni puntata presenta nuovi personaggi e graditi "vecchi ritorni" ricamando brevi storie attendibili e perfettamente inquadrate nell'universo Star Wars. Una combinazione gestita perfettamente da una regia superba.
- I luoghi: tutta l'estetica di Star Wars viene rispettata (e questo grazie sicuramente ad una persona di cui parlerò - se mi ricordo - più sotto). E questa è pura manna dal cielo se combinata a
- Persone & Mezzi: armi, astronavi, politica, guerrieri, storie. Tutto, anche in questo caso, condiviso e intrecciato in modo perfetto con la storia del mandaloriano. Ritroviamo vecchi rottami, astronavi della Repubblica e del vecchio Impero (futuro nuovo ordine), precisione nei dettagli oserei dire quasi maniacali, ambienti e culture riprese da film & animazioni e approfondite.
- Il mandaloriano: affascinante, potente, eroe ma anche fragile, ingenuo, quasi impotente di fronte alla scoperta della prima puntata, una scoperta che lo porterà a scoprire se' stesso nel corso di tutta la serie.
- Atmosfera: il western è la prima cosa che mi è venuta in mente ad ogni puntata. Quel "western spaziale" a cui si ispirò Lucas proprio prima di "Episodio IV" 

Tema "del cuore" di tutti gli episodi è lo strano e obbligato rapporto fra il mandaloriano e il bambino. Il mandaloriano sempre protetto da un casco (quindi risulta spesso difficile se non impossibile capire quel che prova, e qui sta la grande sfida per sceneggiatori e regista) e un bambino (che vi ricorderà qualcuno) ancora incapace di parlare, indifeso, curioso e disubbidiente.
Il loro rapporto "impossibile" diventerà indispensabile puntata dopo puntata fino ad un insospettabile legame che farà scendere la lacrima nel corso del finale della seconda serie.

Dopo l'ultima trilogia, bella ma a tratti deludente (soprattutto nel finale), aria pulita e fresca arrivata soprattutto grazie all'arrivo di un extraterrestre (io lo considero tale) che ha "graziato" Lucas, il suo nome è  DAVE FILONI. Non me ne vogliano gli altri, Jon Favreau compreso ma mi pare che dal suo arrivo molte cose siano cambiate in meglio acquistando una nuova forza e vigore. Dave è un profondo conoscitore di tutto l'universo Star Wars, è stato notato proprio da Lucas che l'ha dirottato come supervisore di tutti i nuovi progetti in arrivo. Sotto la sua direzione sono state prodotte due serie animate che consiglio alla pari di The Mandalorian: "Star Wars Clone Wars" e "Star Wars Rebels".

Dave è - a mio avviso - la polizza di assicurazione a vita di tutta la futura produzione Star Wars.

lunedì 28 dicembre 2020

Disco - Kylie Minogue (le Pagelle del Fabiet)

 

Siamo alla fine dell'anno, tutto è pronto per grandi festeggiamenti, per salutare il vecchio anno e far posto al nuovo. Benvenuto 2021, quale miglior occasione per regalarvi un super-consiglio?
In questo numero delle Pagelle di fine anno vi "regalo" la musica ideale per ballare a cavallo dei due anni, ricordando il tempo che fu. No...non il 2020 ma i favolosi anni '70!

Don't wanna take it slow
I wanna be your girl
So get that body up on the dance floor
Drive me wild, oh, just make me want more
With you I can't get enough
Don't wanna take it slow
I wanna lose control
(Miss a Thing - Kylie Minogue)


Disco - Kylie Minogue. Il titolo dell'album dice già tutto: si tratta di un omaggio alla disco-dance che tenne a battesimo una generazione durante gli anni '70. Una bella idea o forse una trappola per nostalgici. Mi sono avvicinato a questo album con molta curiosità, non amo le piste da ballo ma - come  molti - nutro una venerazione per quel genere che arrivava direttamente dal soul, dal funky e veniva suonato da musicisti incredibili. Ebbene, pur apprezzando - e premiando - il tentativo devo dire che "disco" è una bella delusione. Di sicuro risente di quell'epoca e il produttore ce l'ha messa tutta per metterci in una macchina del tempo e farci divertire. Ma si tratta di una ricerca molto superficiale, tanto trucco per nascondere un'operazione che è semplicemente commerciale. Non si salva nemmeno la "vocina" di Kylie sostanzialmente monocromatica come tutto l'album. Si prendono i 2/3 luoghi comuni del genere e si sviluppano per un'oretta circa. Certo, è piacevole ed i brani si fanno anche riascoltare. Ma manca lo shuffle, la conoscenza voluta e approfondita, la base ritmica ricca e piena di "levare" che caratterizzava i vecchi brani. Tutto si nasconde dietro ad un modernissimo "kick": costante sul battere basso compreso salve qualche apparizione molto in ombra. Giri armonici che si assomigliano (i primi tre brani paiono fotocopie), suoni che si disperdono fra effetti moderni. Alla fine la produzione non ha voluto rischiare, la voglia c'era ma la sensazione ed il coraggio di andare indietro nel tempo non c'è proprio.
Voto 6,5: operazione simpatica, brani comunque ballabili ma dimentichiamoci l'effervescenza e la vitalità di quelli di un tempo. Produzione moderna che - in modo antipatico - tende a nascondere anche le poche cose buone suonate dietro al "kick" ossessivo che ferma tutto il groove ad ogni misura, implacabile. Comunque ottimo cocktail per ballare e brindare al nuovo anno. 

Cronache dal paese

 

...aspettando la pagella delle ore 11 mi godo questo paesaggio innevato (ancora per poco visto che, come quasi sempre in zona di pianura, arriverà la pioggia).

domenica 27 dicembre 2020

Soul Kitchen BOOK

 

Si è concluso il primo "tris" di interviste curate da Soul Kitchen. Con gli autori non c'è solo stato uno scambio di informazioni sul libro ma un dialogo molto interessante sulla musica, sull'arte in generale, come in un salotto fra amici. Come piace a me.

Purtroppo non ho potuto invitare personalmente in studio Giorgio, Sara e Lorenz. Lo farò sicuramente appena si potrà perchè tante cose ancora hanno da dirmi. Nel primo podcast ho intervistato Sara, fresca (o quasi) di laurea al Dams di Padova ha parlato del suo primo libro e del successo che ha avuto il crow-funding. Lorenz invece ha inserito le pillole di conoscenza sul Blues per accompagnare il racconto di Antonio Boschi. Una cosa simile è successa per il libro di Giorgio Fairsoni in cui ha curato un'appendice per contestualizzare la musica di cui si parla nel racconto di Roberto De Santa. Storie di amicizia e collaborazione. Libri che potete benissimo acquistare e leggere se ancora non l'avete fatto.

Soul Kitchen è una produzione Radio Noventa

sabato 26 dicembre 2020

Agente XXV la spia che suonava - intervista a Giorgio Fairsoni

 


Gradito ritorno a Soul Kitchen per Giorgio Fairsoni che posso chiamare "compagno di mille avventure". Le attività con Giorgio sono variegate: abbiamo fatto qualche concerto assieme, ci siamo ritrovati a qualche concerto, abbiamo partecipato anche ad alcuni stages. Condividiamo la passione per un certo tipo di musica e infine mi piace ospitarlo in trasmissione per tutto quello che riesce a raccontare e trasmettere. E' la volta della presentazione del libro che ha scritto in collaborazione con Roberto de Santa. Una storia ambientata nella Berlino del muro in cui Giorgio, nella seconda parte, cerca di inquadrare il periodo musicale per meglio capire l'ambiente in cui si muove "la spia che suonava". Buon ascolto.

e.... BUON NATALE.





Giorgio & Roberto

venerdì 25 dicembre 2020

Auguri

 

Felice Natale da THE MUSICAL BLOG.
Vi ricordo le FESTE CON IL FABIET per un'ottima e simpatica compagnia fra la fine del 2020 e l'inizio del 2021.

lunedì 21 dicembre 2020

iii - Paul McCartney (le Pagelle del Fabiet)

 


Non muore la cultura, non muore la creatività, non muore nulla soprattutto se è nella nostra testa e non vogliamo che muoia. 
Si può fare. Molto. 
Andrà tutto bene? Devi fare andare tutto bene.

Look into my lens
Try to feel the light
Hey, the camera loves you
It’s gonna be alright

(Paul McCartney "Pretty Boys")


iii - Paul McCartney. Grande esempio, dopo quello (per esempio) di Renato Zero. Paul continua a sfornare musica e lo fa anche nella solitudine emergenziale. Chi l'ha detto che da solo non si lavora? Come ai tempi di "ii" Paul si è messo dietro a tutti gli strumenti e ha sfornato un lavoro genuino e appassionato che - nonostante l'età - trasuda creatività, voglia di vivere e voglia di suonare. Cercate un guru? L'avete trovato. Nessuna novità: McCartney è uno dei grandissimi musicisti del secolo passato (e di questo?) e ha saputo regalare qualità e bellezza con i Beatles, con i Wings e non. Questo "iii" non fa eccezione, certo la sua voce è tanto diversa (e continua a suonarmi "strana"), non troviamo canzoni indimenticabili ma, come ho già scritto, è incredibile trovarsi al cospetto di un 70enne (quasi 80enne) che ancora trasmette passione ed entusiasmo nel creare arte, trovando anche spazio per sperimentare e regalarci un po' di blues.
Voto 8: come i precedenti album "solitari" si tratta di un album anomalo che si stacca dalla classica produzione maccartiana. Ma Paul riesce a cambiarsi d'abito senza farlo notare lasciando sempre produzioni piacevoli da ascoltare. Se cerchi le canzoni per portare la bella nel casolare hai sbagliato, ma prova a fargliele ascoltare lo stesso....chissà....

sabato 19 dicembre 2020

Blues Pills e altre storie - Intervista a Lorenz Zadro - (Soul Kitchen Book)

 


Le interviste di Soul Kitchen, per il momento "solo" telefoniche, oggi si concentrano su Lorenz Zadro, presidente di Blues Made in Italy e co-fondatore di AZ Blues. Ho chiacchierato con lui del libro scritto con Antonio Boschi "Blues Pills e altre storie" dedicato soprattutto a chi vuole avvicinarsi in modo semplice al genere. Nel corso della puntata ho dato spazio ad una sua playlist - visto che soul kitchen è un podcast musicale. Buon ascolto! 
Più sotto qualche info su libro e Lorenz.
Soul Kitchen è una produzione Radio Noventa, trovate tutti i podcast a questo link.


"Blues Pills e altre storie" è il titolo che Lorenz Zadro e Antonio Boschi hanno dato alla loro guida al Blues, un’opera didattica pensata per coloro che desiderano conoscere questo genere musicale ma non sanno da dove iniziare, il tutto arricchito con le illustrazioni di Alexandra Balint. I due amici, con questo volume, vogliono dispensare piccole dosi di sapere sulla musica afroamericana con uno stile chiaro ma volutamente leggero ed essenziale, per non intimorire il lettore a digiuno della materia. La guida è suddivisa in due parti: gli iniziali otto capitoli dove Zadro passa in rassegna le origini, gli stili, i musicisti di riferimento e la situazione del Blues in Italia, la restante parte, uscita dalla penna di Boschi, va a ripercorrere alcuni aspetti al di fuori della musica ma che con la stessa hanno un legame fondamentale, le altre storie, appunto. La bibliografia e la filmografia che chiudono questo piccolo volume saranno certamente di grande aiuto a coloro che decideranno successivamente di approfondire l’argomento, ampliando le proprie conoscenze con letture più specifiche. Infine le belle illustrazioni dell’artista Alexandra Balint conferiscono alla guida un ulteriore elemento di prestigio in quanto sono tutte realizzate con la tecnica dell’incisione e nello specifico con la tecnica della punta secca sul plexiglass. Questo metodo permette di avere un segno di grande carattere, deciso ed essenziale così come appare all’autrice la musica Blues.



Lorenz Zadro Lorenz Zadro è chitarrista, autore, produttore e divulgatore di Blues & American Music. In qualità di sideman e produttore artistico interviene e collabora in diversi progetti, spesso a fianco di artisti blues nazionali e internazionali. Dal 2010 è fondatore e presidente dell’associazione culturale Blues Made In Italy e dal 2015 socio-fondatore di A-Z Blues e A-Z Press. In veste di chitarrista e produttore, partecipa alla pubblicazione di oltre trenta dischi. Collabora e scrive per le riviste “Il Blues”, “Magazzini Inesistenti” e “La Notizia”. Nel 2019 per Arcana Edizioni pubblica il libro “Blues Pills e Altre Storie” e in gennaio 2020, per Vrec Music Label, pubblica il nuovo album “Blues Chameleon”, una raccolta di collaborazioni raccolte in vent’anni attività musicale.





giovedì 17 dicembre 2020

7 - Ligabue (Le Pagelle del Fabiet)

 


Poesie e canzoni trovate nel cassetto, lasciate apposta come si mettono 50 euro sotto il materasso (si fa ancora?). Il costo di una sorpresa, lo stupore di rivedersi a distanza di qualche anno, pensare di ritrovare la semplicità persa o i pensieri del tempo che fu. Ricordare il posto segreto in cui avevamo sepolto cose a noi care. 
Tutto può essere.


7 - Ligabue. Il numero del titolo non mente sul contenuto del nuovo mini-album di Ligabue. 7 brani per meno di 30 minuti di musica, canzoni ritrovate e ovviamente riprovate e suonate durante questo lungo periodo di lockdown. Un esperimento che a livello di ascolto ci ha regalato alti e bassi. In questo caso un ottima occasione per i fan di Ligabue, tutti gli altri (meno, se devo fare due conti) troveranno "il solito pasto". Per quel che mi riguarda non c'è nulla di nuovo per un artista che già pecca (o forse è un pregio) di una certa monotonia compositiva. Ma Ligabue è esattamente questo: la sua (solita) voce persuasiva, emiliana, i suoi cari strumenti rock (chitarre) e - qui e la - qualche tastiera. Ritmo e armonia fatti apposta per cantare tutti assieme in uno stadio o davanti al caminetto. Album senza troppe pretese che fa il suo lavoro di tenerci compagnia in attesa di "altro", l'artista in se non mi ha mai entusiasmato particolarmente nonostante - lo ammetto - il suo fascino da rockstar nostrana che preferisco ad esempio al "Vasco". A poco serve il duetto finale con Elisa.
Voto 6,5: non aspettatevi molto se non un album di ricordi (le canzoni arrivano dal passato) e la garanzia del "marchio di fabbrica Ligabue" che può far dormire sonni tranquilli i tanti fans. Meno di 30 minuti di musica però potrebbero non accontentare i più esigenti.

lunedì 14 dicembre 2020

Accetto miracoli: l'esperienza degli altri (Le Pagelle del Fabiet)


E per poi farle cantare, le canzoni che ha imparato
Io le costruirò un silenzio che nessuno ha mai sentito
Sveglierò tutti gli amanti, parlerò per ore ed ore
Abbracciamoci più forte, perché lei vuole l'amore
("Margherita" Riccardo Cocciante)


Accetto miracoli: l'esperienza degli altri - Tiziano Ferro. Prima o poi l'artista affermato si prende una pausa lavorando su un album di cover. Succede oggi anche per Tiziano Ferro che - va detto - è anche produttore. "L'esperienza degli altri" suggerisce la voglia di prendere per un attimo le sembianze di un altro artista per conoscerlo al meglio e riuscire ad interpretare correttamente il brano scelto. Ascoltando l'album direi che si è un po' esagerato visto che in quasi tutti i brani l'impressione di non ascoltare Tiziano Ferro ma " l'imitazione che fa Tiziano Ferro di...." è alta. Poco spazio all'interpretazione personale quindi, si nota piuttosto il tentativo di emulazione vocale. Riuscito o non riuscito? Sotto il profilo tecnico riuscito - nonostante la sua voce non mi dia emozioni particolari - anche se dopo aver ascoltato l'album per intero non se ne capisce il motivo. Poche novità anche negli arrangiamenti che per la maggior parte ricalcano tutto quel che abbiamo già sentito salvo in qualche rara occasione che personalmente mi aveva fatto sperare in qualcosa di più. Cosa resta? Da ascoltare purtroppo ben poco. 
Voto 6: piccola lezione di storia della canzone italiana, brani ben suonati e ben cantati che non riescono ad emozionare nuovamente. Facile dire "meglio l'originale", nel caso di "accetto miracoli" non c'è stato il lavoro necessario per darci interpretazioni diverse.

L'edizione ascoltata per scrivere questa pagella contiene l'album "Accetto miracoli" uscito nel 2019, senza dubbio occasione migliore e consigliata per ascoltare Tiziano Ferro.

domenica 13 dicembre 2020

Intervista a Paolo Mulas (videogames - Nintendo 64)

 


Il "Noventa Comics 2020", fiera del fumetto e del videogioco giunta al sesto anno di attività, con sede nella ridente Noventa Vicentina ha vissuto, come per molti altri, il suo periodo "Covid". Per il primo anno abbiamo dovuto optare per una versione digitale che sicuramente non ha accontentato nessuno. Siamo stati costretti, con la speranza di tornare vivi e attivi nel 2021. 
Tuttavia mi son divertito a realizzare qualche intervista - online - con alcuni personaggi che avrebbero dovuto essere ospiti in questa edizione. 
Delle tre interviste fatte vi propongo quella con Paolo Mulas, collezionista puro di tutto quello che riguarda il videogioco in modo particolare il mondo (fantastico) del NINTENDO 64. 
In questa intervista oltre alle dovute presentazioni abbiamo ricordato alcuni dei giochi più interessanti dell'epoca "Nintendone". Buona visione!


sabato 12 dicembre 2020

Voodoo Blues - il misterioso caso di Robert Johnson - intervista a Sara Bao (Soul Kitchen book)

 


Giovane blogger con la passione per il blues e Robert Johnson, in questo podcast di Soul Kitchen parlo un po' con lei del suo ultimo libro "Voodoo Blues - il misterioso caso di Robert Johnson". Il libro affronta per la prima volta il tema religioso partendo proprio dai riferimenti contenuti nelle canzoni del leggendario bluesman.
Come da tradizione ho invitato la scrittrice a portare una sua playlist di brani, buon ascolto!

Soul Kitchen è una produzione Radio Noventa, trovate tutti i podcast a questo link.



Sara Bao, blogger di Bassano del Grappa classe 1995, laureata al DAMS di Padova con una tesi su Robert Johnson e il Diavolo Blues. Collaboro con  l’agenzia musicale A-Z Blues  e con l’ufficio stampa A-Z Press . Da un anno scrivo per la storica rivista “Il Blues” e di recente ho iniziato a scrivere anche per la rivista online Mescalina. Nel mio Baoblog-Rocknroll398 ho scritto ad oggi circa 170 articoli riguardanti concerti e dischi, sempre dando precedenza all’aspetto emozionale della musica.

“VOODOOBLUES: Il misterioso caso di Robert Johnson. Incroci religiosi e musicali tra Africa, America e Italia” è un libro che unisce la religione al blues, in un particolare percorso attraverso riti magici e atmosfere esoteriche. A  far da guida nel curioso viaggio tra le pagine è Robert Johnson, figura da sempre considerata misteriosa grazie alla leggenda che lo avvolge riguardante il suo fantomatico patto col demonio. Il Voodoo di Haiti, le società segrete africane, divinità come Legba, la musica nelle cerimonie del candomblé brasiliano e il tarantismo del Sud Italia, sono solo alcuni dei temi affrontati. Prendendo in considerazione qualche brano di Johnson e approfondendo l’ambiente magico sacrale delle diverse religioni afroamericane, porterò il lettore a scoprire quanto di vero c’è nel patto diabolico più famoso nel mondo del blues.



venerdì 11 dicembre 2020

Feste con il Fabiet

 

Arriva il PodcastPanettone anche a Radio Noventa! Il Fabiet ci assicura una serie di podcast INDIMENTICABILI sotto l'albero di Natale, dedicati non solo alla musica, anche ai libri che la raccontano. Interviste agli autori, la conclusione della miniserie dedicata ai Genesis degli anni d'oro e un live a tempo di Rock con uno dei gruppi più importanti degli anni '70-'80. Soul Kitchen, appuntamento ogni venerdi alle 22.00 (rilascio del podcast) e Le Pagelle del Fabiet, ogni mercoledi alle ore 11.00.

Ecco il programma completo. Fabiet ricco mi ci ficco!

11 dicembre, venerdi ore 22.00: Soul Kitchen intervista a Sara Bao (libro "Voodoo Blues  il misterioso caso di Robert Johnson" e la sua playlist)

16 dicembre, mercoledi ore 11.00: Le Pagelle del Fabiet con Katie Melua

18 dicembre, venerdi ore 22.00: Soul Kitchen intervista Lorenz Zadro (libro "Blues Pills e altre storie" con la sua playlist)

23 dicembre mercoledi ore 11.00: Le Pagelle del Fabiet con Bruce Springsteen

25 dicembre, venerdi ore 22.00: Soul Kitchen intervista Giorgio Fairsoni (libro "Agente XXV  la spia che suonava" e playlist)

30 dicembre, mercoledi ore 11.00: Le Pagelle del Fabiet con Samuele Bersani

1 gennaio, venerdi ore 22.00: Soul Kitchen Album presenta "The Lamb lies down on Broadway"

6 gennaio, mercoledi ore 11.00: Le Pagelle del Fabiet con Alanis Morrissette

8 gennaio, venerdi ore 22.00:  Soul Kitchen LIVE, "So Lonely" la mia storia con i Police

Puoi ascoltare le puntate future (e passate) qui:

giovedì 10 dicembre 2020

Zero


Protagonista della scena musicale da circa 50 anni, protagonista delle Pagelle di questo 2020 con ben 3 Album usciti a distanza di un mese (settembre, ottobre, novembre) contenenti tutte canzoni nuove originali, quasi 3 ore di musica. Renato Zero, un breve post per ricordarlo e per consigliarlo. Qui sotto trovate i link alle mie Pagelle di "Zerosettanta" uscite in queste settimane. Più sotto la sua discografia che andrebbe non solo ascoltata ma vissuta. 




1973 - No! Mamma, no!

1974 - Invenzioni

1976 - Trapezio

1977 - Zerofobia

1978 - Zerolandia

1979 - EroZero

1980 - Tregua

1981 - Artide Antartide

1982 - Via Tagliamento 1965/1970

1983 - Calore

1984 - Leoni si nasce

1986 - Soggetti smarriti

1987 - Zero

1989 - Voyeur

1991 - La coscienza di Zero

1993 - Passaporto per Fonòpoli

1993 - Quando non sei più di nessuno

1994 - L'imperfetto

1995 - Sulle tracce dell'imperfetto

1998 - Amore dopo amore

2000 - Tutti gli Zeri del mondo

2001 - La curva dell'angelo

2003 - Cattura

2005 - Il dono

2009 - Presente

2013 - Amo - Capitolo I

2013 - Amo - Capitolo II

2016 - Alt

2017 - Zerovskij - Solo per amore

2019 - Zero il folle

2020 - Zerosettanta Volume 3

2020 - Zerosettanta Volume 2

2020 - Zerosettanta Volume 1

Paolo

 

lunedì 7 dicembre 2020

Hey Clockface - Elvis Costello (le Pagelle del Fabiet)

 

Son tempi difficili per la nostra testa, bombardata di continuo da informazioni vere o false, da insegnamenti interessati o meno, da consigli di comodo o magari no. Situazione pericolosissima in quanto può arrivare a provocare alienazione, voglia di spegnere e di allontanarsi dalla realtà. Il nostro dovere è, pur nella mancanza di terra sotto i piedi, riuscire comunque a mantenere la quota, volando o meno.

Non ho religione, non ho filosofia
La testa è piena di parole che non mi appartengono
Pare uno scherzo ma non capisco il bavaglio
Non percepisco il futuro ma solo il presente che si trascina
(Elvis Costello "No Flag")


Hey Clockface - Elvis Costello. Il cantautore britannico ha passato la sessantina ma da vero artista non ha perso la sua abitudine a cambiare pelle. In "hey Clockface" troviamo il Costello camaleonte capace di passare dalle atmosfere mediorientali di "Revolution 49" al punk rock sperimentale di "No Flag" infine al jazz urbano di "I do". Il tutto coordinato grazie a bravissimi musicisti (pare che l'album sia stato registrato in tre località diverse e con diverse formazioni) e alle anime di Elvis rock, punk o blues, e chissà cos'altro visto che ci regala un'esperienza radiofonica curiosa e riuscita come "Radio is everything". Non è tutto oro, non tutti i brani luccicano anzi l'album risulta meno attraente nella seconda parte a causa di una forte sensazione di ripetitività. In sostanza quasi tutte le idee vengono lanciate nella prima parte lasciando alla seconda il ruolo di "minestra riscaldata". 
Voto 7: tante sono le facce di "Hey Clockface" e non è un gioco di parole. Stili diversi che convivono senza particolari traumi grazie ad autore e musicisti. Un album che rischia di non farsi ascoltare fino in fondo a causa di una certa ripetitività dei brani finali, soprattutto negli arrangiamenti veramente molto carichi e un po' troppo pesanti. Ma è Elvis Costello.

sabato 5 dicembre 2020

Rotolano le pietre

 


Uno dei nomi più azzeccati della storia, Mike Jagger & c., le pietre rotolanti. 
Rotolano da sempre, non hanno ancora finito e non smettono di stupirci per ogni occasione in cui tornano per un'intervista o per un live. In questa puntata di Soul Kitchen li ascolteremo e qualcuno di voi potrà stupirsi ulteriormente scoprendo quanto bene suonano il blues. D'altronde i Rolling Stones sono nati con il blues. Dal loro suono graffiante e secco e da quello di un altro grande gruppo, i Dike and the Blazers, passeremo a qualcosa di più morbido con Terence Trent D'Arby e Gregory Porter. Viaggi che potete fare solo a Soul Kitchen

Soul Kitchen è una produzione Radio Noventa. I podcast sono soggetti ad aggiornamento, se il player qui sotto non produce nessun suono potete visitare la pagina ufficiale.

giovedì 3 dicembre 2020

Zerosettanta Volume 1 - Renato Zero (Le Pagelle del Fabiet)


Quello che ha fatto lo Zero per eccellenza è magnifico: 3 album usciti a distanza di un mese l'uno dall'altro, quasi 3 ore di musica originale e nuova scritta appositamente da Renato per i suoi 70 anni. E, appunto, un lavoraccio finito ad un'età in cui qualcun altro magari ha perso la voglia di fare, di creare, di mettersi in discussione. Al di là della qualità (comunque alta come testimoniano le mie Pagelle) è un esempio da seguire, a qualsiasi età e di qualsiasi numero siamo fatti.
Un regalo immenso, con questa terza pagella trova un senso compiuto una delle cose più positive che ci ha dato questo 2020. E se guardiamo bene qualcosa di positivo ci ha dato.

Un altro incontro
l'ultimo
e dopo sparirò
non puoi, non devi credermi
io non mi arrenderò
io non mi stancherò di te
il posto mio lo sai
è con te

(Renato Zero)


Zerosettanta Volume 1 - Renato Zero. Quel che c'era da dire è stato detto, si conclude con un conto alla rovescia il tris che Renato ci ha regalato in questo finale di 2020. Il mio spirito quasi critico di manica spesso larga mi impone però di dedicare qualche riga a questo terzo album: confermo quanto detto per gli altri due, Renato in splendida forma tornato alle origini soprattutto per la sua voglia di produrre tanta musica e di esser presente sulla scena con ostinazione, quel graffio e quella chiarezza nei testi che sono un marchio di fabbrica. Nonostante tutto. Cosa c'è da aggiungere? Che purtroppo questo Volume 1 è il peggiore del gruppo. Un'affermazione che - è un consiglio - deve lasciarvi indifferenti, "Zerosettanta" va ascoltato per intero, ora che tutto è uscito, sapendo che ci sono molti alti - quasi a sorpresa - e qualche basso. Questo volume 1 rimane leggermente indietro su testi e voglia di stupirci, caratteristica che nel Volume 2 è emersa inaspettatamente. Resta il valore immenso dell'opera e la giovane bellezza di alcuni brani per nulla in ombra rispetto ai fasti del passato.
Voto 7,5: piccolo passo indietro che non deve spaventarci, il volume 1 è forse più orecchiabile quindi se volete partire da qualcosa partite pure da qui. Resta una certezza la presenza centrale della voce di Renato Zero ed un premio per tutti quelli come me che non si sono mai stancati di lui.


lunedì 30 novembre 2020

L'ultima casa accogliente - Zen Circus (Le Pagelle del Fabiet)


Il Rock, in Italia. C'è, non c'è, com'è? Premetto che non ritengo indispensabile stabilirlo ma se ne può parlare no? Il Rock italiano non esiste. Esiste il Rock che è arrivato in Italia ed è stato "preso" a prestito (più o meno) da gruppi e artisti. Esiste, in Italia, il gemellaggio del Rock che ha trovato una felice fusione con il folk, il cantautorato ed una piccola dose sbruffona di Punk & movimenti allegati. 

Siamo accendini senza sigarette
Siamo fame e sete
Siamo dei gradini
Fra le salite e le discese
Di un milione di miliardi di destini
Appesi alla luna
Sopra Lisbona

Zen Circus - Appesi alla Luna


L'ultima casa accogliente - Zen Circus. Il gruppo viaggia ormai da più di 20 anni ed è arrivato all'undicesimo album. Non male soprattutto perché nel tempo è riuscito a crearsi un sound riconoscibile passando dal "centro sociale" al "nazional non popolare" tenendosi stretta una bella fetta di protesta e facendola confluire nel sano cantautorato. In pratica la scelta migliore che si possa fare in Italia. Il risultato è proiettato anche in quest'ultima fatica - 38 minuti densi di chitarra basso batteria e voce - che di certo non tocca vette incredibili ma si fa apprezzare per sincerità e chiarezza (nei testi). Graffiano i testi grazie all'interpretazione (che spesso ricorda Rino Gaetano) di Andrea Appino, esperienze personali si mescolano a riflessioni contemporanee mentre la base ritmica, nella maggior parte dei casi, brilla non per originalità ma per precisione e dinamica.
Voto 7: non siamo di fronte ad un capolavoro ma ad un lavoro di squadra in cui emergono i testi e il groove preciso ed impegnato della base ritmica. Può essere ascoltato da tutti grandi e piccini grazie alla capacità del gruppo - maturata nel tempo - di filtrare con intelligenza temi e suoni.


sabato 28 novembre 2020

Movimento e Attrazione

 


Qualcosa nel modo di muoversi
Mi attrae come nessun altra innamorata
Qualcosa nel modo in cui mi solletica

Attrae se si muove o se è immobile? Mi piace per come parla o perchè se ne sta zitta (per la serie "mi piaceva ma appena ha aperto bocca..."). 
L'importante è che lo faccia si ma al momento giusto, che poi va mantenuto (insomma, se non è cosa spontanea i nodi poi vengono al pettine). 

Ma per l'arte è importante QUEL momento, il resto non conta. Quel momento in cui passato e futuro non rappresentano più nulla in quanto si sta vivendo pienamente il presente.

Da come sorride lei sa
Che io non ho bisogno di nessun altra innamorata
Qualcosa nel suo modo d’essere me lo mostra

In questa puntata di Soul Kitchen ANCHE la famosa canzone dei Beatles interpretata dalle Vandellas. Buon ascolto.

Soul Kitchen è una produzione Radio Noventa, per ascoltare tutte le puntate un bel click qui.


giovedì 26 novembre 2020

Skin 2

 E' pronto il secondo brano della serie "Skin", in questo caso si tratta della title track dello show podcast "Specchi di Perseo" in programmazione su Radio Noventa. 

Uno sbocco "elettronico soft" con qualche traccia di sinth e qualche bicordo che scontenterà i "puristi". Ma quando "butto giù" questi brani - da sempre - non penso a questo o quel genere. Nel caso più specifico i brani "in cantina" sono legati ad uno "scatto momentaneo" e spesso non vengono ripresi, corretti, ampliati, migliorati. 

Sto rimettendo mano (l'ho già scritto?) ai vecchi brani, quelli pubblicati (sempre sotto licenza Creative Commons) fra il 2006 ed il 2011 circa. Date una controllata alla colonna alla vostra sinistra, fra le etichette oppure a breve creerò una pagina "di raccolta" in cui vi potrete sbizzarrire nelle critiche in quanto potranno essere ascoltati tutti.

martedì 24 novembre 2020

Panche e foglie

 


Fra le foglie e le panchine, un report fotografico che lascia senza parole.
Nutro un amore particolare nei confronti delle foglie cadute e dei loro colori. Ma in questo parco, trovato praticamente vuoto, mi son divertito con un nuovo soggetto: la panchina. Fredda, scura, inutile. Buona visione.
Ps: nessun fotoritocco.







.....e foglie 





....e un messaggio finale un po' più ottimista!


foto

lunedì 23 novembre 2020

Non c'è - Edoardo Bennato (Le Pagelle del Fabiet)

 


Quello lì che non si vuole adeguare quello lì che non esiste perché

Anche nella realtà virtuale non può esserci uno che non c'è

Uno che non vuole partecipare al gran ballo delle celebrità

Ma se si rifiuta di cantare la canzone dell'unanimità

Non c'è

(Edoardo Bennato - Non c'è)


Non c'è - Edoardo Bennato. Il cantautore che riesce a passare con naturalezza da favola a realtà, da denuncia a canzonetta, da pop a blues non cambia. Forse non è mai cambiato, in Bennato protesta e ruvidità coesistono con comprensione e dolcezza, il tutto legato da un elisir di vari suoni stili e generi che trovano nella sua voce beffarda il perfetto punto d'equilibrio. Il "non esserci" è il suo tema preferito da sempre, i diversi, i pazzi e gli esclusi occupano un posto di rilievo (in positivo) nelle sue canzoni, posto che forse non riescono ad occupare nella società. Non si cambia in questo album che esce in questo strano 2020, brani nuovi accanto a vecchi riarrangiati per un ascolto che vale più di un'ora di energia pura targata Bennato. Chitarra acustica e armonica o kazoo, violini, hammond e chitarre elettriche. Blues pop e Rock'n'Roll suonati "nell'isola che non c'è", quel posto particolare che solo lui conosce nel quale è felice di accoglierci.
Voto 8,5: Bennato è sempre una certezza, riesce a farci capire con la massima precisione quel che pensa della vita e di quello che ci sta succedendo. Lo fa con il suo stile, da sempre, senza peli sulla lingua con un linguaggio a volte ruvido altre poetico.

sabato 21 novembre 2020

The Voice

 

L'aspettativa è una voce alta, stellare, grossa, grassa, ruvida, potente, presente, gigante, sempre in primo piano. Mavis Staples mi piace, ha un dono che poche cantanti hanno, quella di riuscire a farsi sentire anche nel sottovoce, nel sussurrato, nel morbido. E' l'anti cantante soprattutto se penso ai "cantori" dei giorni nostri che devono sempre sparare a mille l'ugola e scaldare le corde vocali come un motore tenuto su' di giri per un bel po'.
E' un piacere ascoltarla anche nei brani più funk perchè regala tranquillità e pacatezza. E' stata prodotta da Prince per 2 album nei primi anni '90. In questa puntata di Soul Kitchen potete apprezzarla. Buon ascolto.

Soul Kitchen è una produzione Radio Noventa trovate tutte le puntate (soprattutto se il player qui sotto non funziona) a questo link.

venerdì 20 novembre 2020

Skin 1


 L'avevo promesso circa 2 o 3 anni fa. Forse 4. Finalmente, timidamente, appassionatamente torno alla vecchia attività del blog. Il motivo della sua nascita: pubblicare brani inediti, liberi, pazzi, improvvisati, lasciati a metà o anche no.

Alcuni dei brani pubblicati nel passato hanno preso poi una forma e son stati pubblicati su CD (che è acquistabile anche su questo blog o ascoltabile in tutti i negozi online). Altri son rimasti qui. 
Sono ancora nel blog, non ascoltabili perchè nel frattempo è sparito il player che li faceva funzionare. Ma li ripubblicherò tutti, rimasterizzati e forse remixati. Riascoltati oggi fanno un certo effetto.

Sono al lavoro su due uscite discografiche, la prima vedrà luce a fine 2021 (ma diciamo pure 2022 se continua di questo passo) .
Non mancherò però di dare una nuova vita ai miei brani "minori" condividendoli con voi qui, nel Musical Blog.

E si parte con il "re e la regina" dei player: youtube. Comodo e pratico. Apro una nuova serie di brani, o impressioni. Meglio parlare di impressioni visto quello che ne è uscito: SKIN (pelle).

Ricordo che è tutto sotto Creative Commons, siete liberi di usare i brani ma dovete citarmi (e magari pagarmi 1 euro o 2, qui a fianco c'è il tasto per le donazioni.

Non vi piace? Beh...scrivetemelo, accetto soprattuto le critiche. Son quelle che mi fanno crescere ogni giorno.

giovedì 19 novembre 2020

Winter is for Lovers - Ben Harper (Le Pagelle del Fabiet)

 

Caminetto acceso una bevanda calda una coperta un divano possibilmente inifugo. Stanza illuminata dal fuoco (la stanza può essere grande o piccola è indifferente) e un senso di "chemefrega" di quello che succede fuori (infatti fuori nevica ed è impossibile muoversi). Provviste per una settimana, accesso a film e serie tv, musica e tanta tanta legna. 
L'inverno è per gli amanti (del caminetto).


Winter is for Lovers - Ben Harper. Un'uscita forse dovuta al difficile periodo che stiamo vivendo, una piccola dedica a chi ama la vita ( anche se "lovers" non è fraintendibile estendo l'interpretazione del termine di mia iniziativa). Un inno all'inverno ma anche alla solitudine o all'isolamento. Solitudine di cui si fa carico con la chitarra di cui è maestro, una National Steel. 15 brevi brani per sola chitarra composti da Harper (il qualche ha dichiarato di aver avuto non poche difficoltà a comporre per un solo strumento e senza parti vocali) che hanno principalmente il dono di scaldare il cuore. Se fuori fa freddo, dentro è molto caldo (e non è la legna che arde nel camino). I silenzi, le corde tirate, gli accordi suonati delicatamente, tutto contribuisce a rendere indispensabile l'album dall'inizio alla fine. I titoli dei brani sono riferiti a città del mondo forse per un implicito invito a viaggiare con la mente servendosi della musica. Il viaggio mentale trasforma la solitudine in un lungo volo a tappe, il piacere si trasforma presto nella necessità di ascoltare ad occhi chiusi con il volume bello alto.
Voto 8: troppo corto per essere vero, l'inverno è alle porte e questo album potrebbe veramente essere l'occasione per fare pace con noi stessi e gli altri grazie ai suoni magici e particolari che escono dalle armonie intervallate a silenzi create da Ben Harper. 

lunedì 16 novembre 2020

Padroni di niente - Fiorella Mannoia (Le Pagelle del Fabiet)

Passa è certo che passa
l'uomo cammina e lascia la sua traccia
costruisce muri sopra gli orizzonti
stabilisce confini, le leggi, le sorti

sbaglia, sbaglia chi non cambia
chi genera paura, chi alimenta rabbia
la convinzione che non cambierà mai niente
è solo un pensiero che inquina la mente

("Padroni di niente" Fiorella Mannoia)


Padroni di niente - Fiorella Mannoia. Fiorella è sempre Mannoia: la sua carriera è piena di leggerissimi cambiamenti che la portano sempre e comunque al punto di partenza. D'altronde quello che sa fare meglio - e molto bene - è non vivere i cambiamenti ma raccontarli sotto forma di poesia, con quella sua voce ed il suo stile riconoscibili fin dalla prima nota. Lei dice che sbaglia chi non cambia, io dico che non si cambia veramente e a volte non è necessario farlo. E' il suo caso: ogni canzone somiglia alla precedente ma ha sempre la forza e la qualità di farsi riascoltare. "Padroni di niente" è un album con Fiorella alla finestra piena di osservazioni e di riflessioni derivate anche dal momento fragile e pieno di domande che stiamo vivendo. E' anche un album dai testi più miti - rispetto al solito - frutto di una maturità e di una saggezza che stanno arrivando. Musicalmente si regge su ottimi arrangiamenti che presentano qua e là alcune gradite sorprese. 
Voto 7,5: dura 28 minuti e questo non è bene. E' sempre "la Fiorella", varia e innovativa solo all'interno del suo ben definito mondo musicale. Ma ha una capacità incredibile di interessare sempre e comunque, di farci scoprire nuovi motivi per ascoltarla. E' una magia e possiamo solo essere felici di farne parte. 

sabato 14 novembre 2020

Selling England by the Pound

 


Torna la "costola" di Soul Kitchen dedicata agli Album "della mia vita". Riprendo i podcast dedicati ai primi anni dei Genesis, affronto tutti gli Album dell'era Gabriel, quella che per me è l'epoca d'oro (e non solo per i Genesis, per molti altri gruppi.
Non c'è molto da scrivere, c'è invece tantissimo da ascoltare per questo episodio dedicato a quello che è ritenuto un capolavoro, "Selling England by the Pound". Nel podcast, fra gli ascolti, cerco di non incensarlo troppo e vado a pescare su quelle che furono le timide critiche dell'epoca facendo trovando alcune delle motivazioni che saranno poi causa della prima separazione importante (1975 da parte di Gabriel). Buon ascolto.

Soul Kitchen è una produzione Radio Noventa, per riascoltare tutti i podcast (comprese tutte le puntate di "Album") questo è il link diretto


lunedì 9 novembre 2020

Zerosettanta volume 2 - Renato Zero (Le Pagelle del Fabiet)


E dalla terra nuda nasce un fiore
Da rose e spine nasce il puro amore
E da un attrito nasce nuova vita
L'antidoto da un petalo d'ortica
E la memoria nasce dal dolore
E il desiderio è figlio del timore
E la miseria è orfana del fato
E noi solo un puntino nel creato

 (Renato Zero 2020 "il grande incantesimo")


Zerosettanta volume 2 - Renato Zero. E' tutto vero, non è uno scherzo! Renato Zero arriva ai 70 anni e regala a tutti noi ben 3 album a distanza di un mese l'uno dall'altro. Ho già recensito il volume 3, devo ripetermi: il signor Zero è uno dei nostri più grandi cantautori e non solo, è forse - artisticamente parlando - il più longevo. Arriva a 70 anni e fa uscire quasi 3 ore di musica originale che arriva a graffiare, ad emozionare, a stupire. Se nella scorsa recensione ho scritto di prova nettamente migliore rispetto a  "Zero il folle" uscito l'anno prima, oggi devo correggere il tiro verso l'alto. Forse sbaglio e l'entusiasmo mi tradisce ma riconosco in questo "volume 2" il Renato degli anni migliori. Vivo più che mai riesce a ricamare ulteriormente il suo stile, confermando suoni e armonie degli anni migliori ma non per questo risultare nostalgico. Speriamo di scoprire, entro la prossima uscita (a fine novembre) il suo segreto.
Voto 8,5: ulteriore passo avanti rispetto al precedente "volume 3" e questo non fa che rendere più piacevole l'attesa del "volume 1". Essere un fan di Renato dai primi anni '70 e godere ancora della sua musica è, oltre che una piacevolissima sensazione, un'iniezione di ottimismo e speranza. Fate vostri i tre volumi e, se non lo conoscete, date più ascolti al passato.